E’ un’estate nella quale ci sentiamo di nuovo grandi, benché non siamo andati ai Mondiali. Ma abbiamo comprato re Ronaldo, restituito il Milan alla sua storia, riportato a casa Ancelotti. Adesso magari ci prendiamo pure Modric e allora c’è davvero da lustrarsi gli occhi: tra poco saremo di nuovo i padroni del mondo, intanto godiamoci tutto questo scintillio.

 

Poi però ci voltiamo indietro - nemmeno troppo - e ci accorgiamo che il nostro calcio è ridicolo per troppe questioni, grandi e piccole.

 

CHIEVO-RONALDO - Il giocatore più forte del mondo (o il numero due, fate voi) debutterà contro la società emblema delle plusvalenze. Calciomercato.com lo ha svelato, la Federcalcio ha aperto un’inchiesta, poi la questione ha assunto contorni grotteschi. Il procuratore Pecoraro ha commesso un errore procedurale non ascoltando il presidente veronese Campedelli il quale (mentre il Cesena, sotto inchiesta per le medesime operazioni, prendeva 15 punti di penalizzazione) ha ottenuto che il procedimento venisse bloccato. Così ha evitato la retrocessione in B. Convocato da Pecoraro dopo la riapertura dell'inchiesta, Campedelli si è dato malato. Ma come, prima scateni il caos perché non ti hanno permesso di esprimere le tue idee e poi non ti presenti quando ti chiamano? Quel certificato medico ha avuto il sapore di un triste e arrogante schiaffo alle istituzioni e - soprattutto - a chi si è comportato correttamente, ha i bilanci in ordine e confidava nel ripescaggio. Quindi ci si è messa di mezzo la giustizia sportiva, che ha chiuso per ferie: il processo al Chievo ci sarà il 12 settembre, quando si saranno già giocate tre partite di serie A e quando il club di Campedelli avrà incassato bei soldi potendo ospitare la prima italiana di Ronaldo. Quanto al Crotone, chissenefrega se non ha fatto ricorso alle plusvalenze per iscriversi al campionato: rimanga pure in B che noi dobbiamo fare le vacanze.

 

SERIE B E C - Caos indegno: non si sa chi verrà ripescato, da dove, come, perché.

Né si capisce quando cominceranno i campionati, soprattutto quello di C che partirà con un numero di club inferiore rispetto all’organico previsto. Sembra di essere tornati a sedici anni fa, alla pazzesca estate del Catania, alle squadre riammesse in sovrannumero. Ricordate? Non capiterà mai più, si disse allora. Infatti.

 

DONNE - Incredibile la querelle su chi deve organizzare il campionato: la Lega dilettanti o la Federcalcio? Un braccio di ferro che ha assunto contorni meschini e che mette addirittura a rischio la partenza stessa di A e B. Ora le ragazze hanno deciso per lo sciopero: speriamo serva a qualcosa, ma ne dubitiamo.

 

SECONDE SQUADRE - E qui tiriamo in ballo i grandi club, quelli superorganizzati e ricchissimi, che comprano giocatori a destra e a manca. Hanno rotto le scatole per anni, volevano le loro squadre riserve nei campionati minori così come accade in Spagna, ad esempio. “Senza seconde squadre non saremo mai più competitivi”. Ora che hanno avuto la possibilità di iscriverle in serie C - c’erano pure tanti posti disponibili - si sono tutte tirate indietro, a parte la Juve.

 

Ma siamo pazzi noi che ci indigniamo oppure loro che fanno come vogliono, fregandosene di tutto e di tutti? Non ci sono dubbi: noi.

@steagresti