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Le parole di Bernardone Corradi dopo il gol liberatorio a Brescia risuonano a due giorni di distanza come un monito: “uno, secondo me, a gennaio se ne potrebbe andare”. Vero: la concorrenza davanti è troppa e Floro al termine della gara non sembrava di certo l’emblema della contentezza. Non per la squadra ma per se stesso, ovviamente. 
La questione è vecchia come la storia dell’uovo e della gallina. Troppi per un ruolo sono un lusso per squadre ambiziose o che giocano in Europa, un potenziale problema per chi deve solo salvarsi, come l’Udinese.

 

Di Natale non si tocca. Il suo gran rifiuto alla Juve dopo che la società aveva trovato un accordo è emblematico in tal senso, così come appare emblematico il fatto che quella scelta non era poi così campata in aria anche se impopolare. Il punto è che era da prevedere un Totò sotto tono dopo i Mondiali e dopo un torneo da scarpa d’oro, sfuggita per un pelo. Sul fatto poi che non sia quel tipo di leader alla Sensini è un altro dato che molti sottolineano. Ma da qui non si muove.

Corradi piace a Guidolin: abnegazione, lavoro in silenzio e sopportazione delle critiche sono qualità che a un tecnico come al tecnico di Castefranco non passano inosservate.
Denis è appena arrivato: si farà (si spera), e non può essere in discussione anche per la carenza cronica di una punta di peso, anche se dove sono le fasce che lo riforniscono?
Ed eccoci dunque ai due papabili: Sanchez anche da mezz’ala non ha convinto. La sua classe cristallina se non si adatta al calcio europeo vale poco. Tenere palla più di tre secondi da queste parti, lo insegnano i tecnici fin da quando hai 10 anni, è deleterio. 
Il Man UTD lo vuole e lui vuole lo United, non è una novità e ora che Rooney è ufficialmente sul mercato ogni sviluppo appare plausibile.


Ma attenzione a Floro: Bologna e Samp da tempo le seguono. Se non  accetta la concorrenza spietata che a Udine c’è la davanti potrebbe anche rinunciare al sogno di rimanere in Friuli da dove non si muoverebbe mai. Ma il compito di un calciatore è giocare e segnare se fai di professione l’attaccante.
In quest’ottica Fabbrini, come anticipato in anteprima da Udb, è nel mirino: non crediate alle interferenze da Napoli o da altrove. E’ lui che arriverà se una punta parte. Anche per crescere senza l’ambizione di giocare ma solo con quella di imparare: un uomo che a Guidolin piace e per il quale nemmeno il procuratore ha escluso nulla.

Ma serve anche un laterale destro: Isla, a parte le frasi che poteva evitare su Guidolin e Sanchez, sta dimostrando di non essersi ancora adattato a fare il laterale. Il nome di D’Ambrosio del Torino, già seguito in estate torna di moda. E’ più offensivo che difensivo, un po’ come Armero, ma ha dalla sua anche maggiore duttilità.
La società, infine, pare stia lavorando anche per rafforzare la difesa: nomi top secret, intanto trovano conferme dall’Argetnina le voci che l'Udinese è su Luna del San Lotrenzo. Terzino, peccato si sia infortunato, nulla di grave ma potrebbe rallentare la trattativa.

PALERMO - Intanto col Palermo avremo risposte anche su questi temi: Di Natale, per detta di Guidolin è indispensabile, ma sempre per il tecnico gioca chi merita. Le soliuzioni non mancano. Ma più che il capitano oramai inserito nei ragionamenti del mister c'è curiosità su Sanchez: un'altra bocciatura come sarebbe presa al di la delle frasi di circostanza? Il rientro di Asamoah nel mezzo, oggi, appare più di un'ipotesi così come la coppia Floro-denis davanti. per il resto nessun cambiamento previsto. Ma servirà anche una mentalità diversa da quella da provinciale che ricordava l'Udinese di fine anni '80 per battere un Palermo lanciatissimo econ un Pastore che indica la via del gol sempre più spesso.