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L’Inter suona la carica, ottiene la decima vittoria di fila dall’inizio del girone di ritorno (cosa mai riuscita a nessuno prima di oggi), allunga a 11 punti il distacco dalla seconda in classifica a 9 giornate dal termine, ritorna ad essere il miglior attacco del campionato con 68 gol - a pari merito con l’offensivissima Atalanta - e conferma di essere la seconda difesa meno battuta del campionato con un solo gol in più incassato rispetto alla Juventus. Numeri da capogiro, soprattutto se pensiamo a quali sono state le nostre abitudini stagionali negli 8 anni prima dell’arrivo di Conte sulla panchina nerazzurra.

Eppure, all’indomani della vittoria contro la nostra “bestia nera” Sassuolo (che a San Siro non battevamo dal 2014!), c’è chi si lamenta e urla a gran voce il suo disappunto per la mancanza del “bel gioco”. E’ sempre così purtroppo, in Italia la prima in classifica chissà perché gioca male, sempre!
Le stesse puntuali critiche le hanno subite infatti a turno l’Inter di Mancini (che tra le altre cose giocava molto bene), l’Inter di Mourinho (che ha vinto TUTTO), il Milan di Allegri, la Juve di Conte, dello stesso Allegri e di Sarri. Sarà che forse siamo incontentabili, sarà che non ne abbiamo mai abbastanza di fare i “saputelli”, ma alla fine dei conti si arriva sempre lì.

L’Inter di Conte in questo momento sta “soffrendo”, manca la brillantezza dovuta ai tanti impegni e la lucidità nel fare le cose che fino a un mese fa venivano naturali comincia a mancare. E’ normale! Quello che non è scontato è che la squadra di Conte vinca comunque le partite, magari senza brillare ma facendo il necessario per ottenere i 3 punti e avvicinare partita dopo partita l’obiettivo finale. Immagino quelli che gridano al bel gioco se ieri si fosse giocato bene ottenendo però solo un pareggio o, peggio, una sconfitta. Gli stessi che ora si lamentano della mancanza di estetica avrebbero chiesto il conto all’allenatore magari consigliandogli di coprirsi un po’ di più nel momento in cui sei in difficoltà. C’è da scommetterci che sarebbe finita così.
Ma ragazzi stiamo calmi, questa squadra sta facendo cose importanti, sta maturando, quando soffre si compatta, i giocatori si aiutano, giocano tutti insieme per lo stesso obiettivo. Non si vedono egoismi, non si litiga per tirare una punizione dal limite o un rigore, chiunque si sente parte integrante del progetto e se deve entrare 5 minuti lo fa per dare una mano. Guardate Eriksen, il danese non è uno qualunque, un ragazzino sconosciuto che doveva maturare! E’ stato un anno in panchina, ora fa legna in mezzo al campo da titolare perché la squadra ne ha bisogno. Ma scusate, abbiamo passato anni a perdere partite, ad arrivare ottavi, con giocatori che litigavano sui social e si guardavano male in campo, c’era chi non si passava la palla e le polemiche non si contavano più sulle dita di un mano. Gli anni migliori li abbiamo passati a “imprecare” perdendo anni di vita negli ultimi secondi di partita per ottenere un quarto posto di un punto all’ultima giornata con interventi divini a salvarci.

Ora siamo lì in alto, da due anni ormai lottiamo fino all’ultimo per qualcosa. Conte e la società ci hanno reso “credibili” e competitivi ai massimi livelli. Non abbiamo ancora vinto niente è vero ma questa squadra di passi avanti ne ha fatti davvero molti. Ma poi scusate cos’è davvero il bel gioco? Per me è assolutamente soggettivo. A me piace davvero l’Inter attuale, perché è organizzata, affiatata, non lascia nulla al caso e quando riparte fa paura, esalta i singoli e le loro caratteristiche. Non è un caso se Skriniar è tornato il difensore che conoscevamo, se Bastoni è già un top, se Barella è considerato da tutti uno dei migliori nel ruolo in circolazione, se Lukaku e Lautaro si completano e segnano a valanga, se Sanchez dato spesso per finito dai più è l’arma aggiunta in attacco. Non è un caso, è frutto del lavoro!

Per me l’Inter è bella perché è concreta, consapevole, oliata, sa quali sono i suoi punti di forza e quelli di debolezza, non sottovaluta mai l’avversario e se deve “coprirsi” lo fa con grande umiltà. Non vinciamo nulla da 10 anni, sono tanti, la memoria è corta forse. Non abbiamo ancora vinto nulla, il campionato è ancora lungo ma rovinarsi il momento lamentandosi dell’atteggiamento tattico è quantomeno masochista e illogico. Cominciamo a cercare di vincere qualcosa che credo sia la cosa più urgente poi penseremo al resto.