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Questa sera l’Inter vince. Non è solo il mio pronostico, è anche una necessità. A Moenchengladbach, terra tedesca, casa del Borussia, primo nel Gruppo B, conta solo la vittoria: larga o stretta, facile o impervia, dura o fortunosa. In caso contrario la squadra di Conte sarebbe ancora una volta fuori dalla Champions League, che non è esattamente il primo obiettivo della società (quello, lo sanno tutti, è lo scudetto), ma resta comunque la massima competizione nella quale fare più strada possibile. Sia per soldi che per prestigio. E poi, in fondo, non si sa mai. Anche il Liverpool di Klopp ha conquistato prima la Coppa e poi la Premier che non arrivava da trent’anni.

Perché essere così sicuri del successo dell’Inter?

Innanzitutto perché avevo previsto anche la vittoria con il Sassuolo. In sottordine perché l’Inter ha il migliore attacco della Serie A e, nel contempo, ha ritrovato saldezza difensiva con il trio formato da Skriniar, de Vrij e Bastoni.

Detto che a Reggio Emilia ha segnato tre reti con Lukaku in panchina, ribadisco - come ho fatto nel commento dell’ultima di campionato - che la chiave di volta è il centrocampo. La squadra ha un baricentro più basso, ma le due linee (difesa e centrocampo) sono più compatte. Inoltre Conte ha eliminato l’equivoco del trequartista, recuperando un elemento in più per la fase difensiva.

Barella, contro il Sassuolo, ha fatto il mediano davanti alla difesa, inibendosi le incursioni da mezz’ala. In questo ruolo hanno giocato Vidal (autore della carambola che ha provocato l’autorete di Chiriches) e Gagliardini (tornato al gol con un bell’inserimento). 

Il problema è che Vidal (squalificato) non ci sarà. Vero che finalmente rientrerà Brozovic (manca dall’8 novembre causa Covid), ma se io fossi in Conte avrei il dubbio se schierare il croato mezz’ala e confermare Barella centrale. 
Per fortuna anche quelli che trent’anni fa dileggiavano gli zonisti dicendo che il rendimento di un calciatore non cambia se gioca dieci metri più a destra o più a sinistra, hanno capito che il gioco è sempre più legato ai dettagli e che i compiti sono più importanti dei ruoli.

Sugli esterni darei ancora fiducia a Darmian (a destra) con Perisic dall’altra parte, anche se alla fine credo che Conte comincerà con Young a sinistra.
Per vincere bisogna segnare e sono convinto che Lukaku e Lautaro possono fare più di un gol. Sia in ripartenza (chi si abbassa determina il campo davanti a sé) che con la manovra, soprattutto sugli esterni, un autentico punto di forza dei nerazzurri (ricordiamo Hakimi in panchina).

Tuttavia l’Inter che ha vinto in casa del Sassuolo, al di là del modulo e delle circostanze che le hanno consentito un doppio vantaggio in meno di un quarto d’ora, è soprattutto una squadra determinata e viva, l’esatto contrario di quella deprimente vista nei primi 32 minuti contro il Real Madrid. E’ vero che gli avversari e le competizioni hanno pesi e difficoltà diversi, però si nota subito quando una squadra è dentro la partita, quando la svolge secondo le sue caratteristiche e quando, al contrario, è vuota e piatta.

Naturalmente fa parte della strategia anche la comunicazione di Conte, tornato a farsi aggressivo sia nei confronti della critica che degli avversari. Il bello è che quando gli si rimprovera troppo distacco o, addirittura, una certa placidità, l’allenatore risponde dicendo che certe osservazioni accompagnano i commenti degli avvinazzati (“tolgano il vino dalla tavola”), salvo poi riprendere la maschera “mouriniana” che evoca il rumore dei nemici.
A proposito, chi sarebbe il nemico? Chi da nove anni aspetta un’alternativa alla Juve in campionato o esige un’Inter che non sia eliminata ai gironi di Champions League?

Se così fosse, allora  non c’è peggior nemico del tifoso interista, stanco di un’attesa snervante e, ad ogni stagione, illuso dalla possibilità di tornare a vincere.

Io credo, invece, che il momento della vittoria sia arrivato e che, dopo l’Emilia, anche la Germania segni una svolta. L’Inter vince questa sera, batte lo Shakhtar tra sette giorni e tifa Madrid per l’ultima sfida del Borussia. Certo, non può decidere da sola la qualificazione, ma stabilire che Conte l’ha definitivamente cambiata, invece sì.