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Coppa Italia con derby di Milano. L’Inter vince a Firenze (2-1) solo al penultimo minuto dei supplementari e conquista i quarti di finale dove incontrerà l’attuale capolista del campionato, che martedì ha battuto ai calci di rigore il Torino. Successo nitido e meritato nonostante il punteggio risicato e le modalità. Non solo perché l’Inter ha costruito più occasioni, ma anche perché ha giocato meglio della Fiorentina nel primo tempo e per l’intera durata dell’extra time. E’ vero, alla fine, era in campo metà della squadra titolare (de Vrij, Brozovic, Barella, Hakimi e Lukaku) e la partita l’ha risolta l’attaccante belga con una testata. Tuttavia anche prima il gioco è restato a lungo, per non dire sempre, tra i piedi degli uomini di Conte. 
 
 


C’era molta curiosità per la presenza di Eriksen nel ruolo di centrocampista centrale. La sua prova è stata discreta, anche se non certo entusiasmante. Il danese ha contribuito a propiziare il rigore che ha sbloccato la partita con un tiro da fuori area, ha cercato di muovere la palla, anche se in modo prevedibile e, dunque, lento, ha commesso un paio di errori gravi in fase di impostazione, senza recuperare - almeno a mia memoria - neanche un pallone.  In sostanza, considerato che per la prima volta è stato in campo per centoventi minuti e che la vittoria è arrivata, mi sentirei di affibbiare ad Eriksen un generoso 6 di incoraggiamento. Ma è chiaro che da quando è arrivato all’Inter si è ridotto ad essere un giocatore qualsiasi.

La partita è stata caratterizzata da un fatto curioso. Sia Prandelli che Conte hanno dovuto rinunciare, durante il riscaldamento, rispettivamente a Borja Valero e a Sensi. Dentro Bonaventura e Vidal. Sistemi di gioco a specchio (3-5-2) con una variazione un po’ più difensivistica nella Fiorentina (3-5-1-1) con il solo Kouamè di punta. L’Inter è partita meglio (occasione per Lautaro, arginato da Castrovilli, e colpo di testa alto di Skriniar) con molta corsa sulle corsie esterne (più a destra che a sinistra), mentre Perisic, chiamato ad agire anche dentro il campo, lasciava spazio a Kolarov. Fiorentina di attesa, ma sostanzialmente inesistente anche perché Kouamé, fisicamente e tecnicamente, poteva poco contro Ranocchia. 

Ad una manciata di minuti dall’intervallo, l’Inter è passata in vantaggio su calcio di rigore. A determinarlo, come detto, un tiro centrale di Eriksen, respinto corto da Terracciano che, pur non impedendo a Sanchez di colpire il palo, ha travolto l’avversario con il suo scomposto intervento. Massa non si è accorto di nulla e il gioco sarebbe ripreso con una punizione cervellotica concessa alla Fiorentina, se non fosse intervenuto il Var Aureliano. L’arbitro, dopo il controllo al video, rivedeva la sua decisione e assegnava il rigore che Vidal (primo gol in stagione) trasformava con un maldestro tiro centrale.
Due minuti dopo, ma nell’area opposta, Massa ha fischiato ciò che non c’era, ovvero un fallo di Skriniar su Kouamé. In realtà il difensore interista aveva colpito di netto la palla, anticipando l’avversario. Ancora Var, ma questa volta per rettificare l’assegnazione di un rigore inesistente.

Nel secondo tempo l’attività dell’Inter è stata maggiore sulla corsia di sinistra, tanto che dopo appena tre minuti, e su splendida imbeccata di Perisic (anticipo e cross), Lautaro ha controllato di petto e poi, tutto solo, ha messo a lato. Colossale errore. A quel punto (53’) Prandelli ha tolto Eysseric e Caceres per inserire Vlahovic e Venuti. Fiorentina a due punte e con più peso in attacco. Skriniar, ammonito e due volte graziato da Massa che gli ha risparmiato il secondo giallo, ha provocato una punizione dal fronte sinistro che ha determinato un calcio d’angolo. La palla, in mezzo all’area dell’Inter, ha preso a schizzare senza una direzione precisa, fino a quando, dal limite, Kouamé l’ha domata per poi concludere con una sassata di destro sotto la traversa (57’).
Conte, allora, ha tolto Skriniar (a rischio espulsione) per de Vrij. Poi, in rapida successione, dentro Lukaku (per Lautaro) e Hakimi (per Young). I due hanno creato subito un’opportunità (esterno destro di Hakimi fuori di un niente), mentre Perisic ha proseguito su ottimi livelli (errore di Sanchez su cross del croato) lungo la fascia sinistra.

Con Barella per Gagliardini, i nerazzurri hanno aumentato la pressione (Hakimi entra in area e costringe Terracciano alla parata bassa) e colpito una traversa su cross deviato di Perisic. Il gol, che l’Inter avrebbe meritato ben prima, è arrivato in coda ai supplementari e dopo un paio di errori (Sanchez e Lukaku) che sembravano dover far sbarcare la partita nella terra di nessuno dei calci di rigore. Ma ad un minuto dal 120’, un cross di Barella ha trovato Lukaku solo davanti e Terracciano e l’Inter ha potuto far festa. In ritardo, ma legittimamente. 


IL TABELLINO
Fiorentina-Inter 1-2 d.t.s.

Marcatori: 40’p.t. Vidal (I), 12’s.t. Kouame (F), 14’s.t.s Lukaku (I)

Assist: 14’s.t.s. Barella (I)

Fiorentina (3-4-2-1): Terracciano, Milenkovic, Quarta, Igor, Caceres (7’s.t. Venuti), Bonaventura, Amrabat, Biraghi, Castrovilli, Eysseric (7’s.t. Vlahovic), Kouame (7’p.t.s. Callejon). All.Prandelli

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar (16’s.t. De Vrij), Ranocchia, Kolarov; Young (24’s.t. Hakimi), Gagliardini (36’s.t. Barella), Eriksen, Vidal (3’p.t.s Brozovic), Perisic; Sanchez, Lautaro (24’s.t. Lukaku) . All.Conte

Arbitro: Massa di Imperia

Ammoniti: 6’p.t. Eysseric (F), 26’p.t. Bonaventura (F), 45’p.t. Skriniar (I), 12’s.t. Kouame (F), 34’s.t. Eriksen (I), 35’s.t. Igor (F), 39’s.t. Vidal (I), 7’s.t.s. Hakimi (I), 12’s.t.s. Ranocchia (I), 15’ s.t.s Sanchez (I), 15’s.t.s. Lukaku (I)