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Alla vigilia della partita di campionato (valevole come recupero della prima giornata) contro il Benevento, il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, presenta il match e risponde alle domande dei giornalisti in collegamento da Appiano Gentile.

Il Benevento è reduce da una vittoria in rimonta come l’Inter, che partita si aspetta e quali possono essere le insidie?
“Ci aspettiamo una partita tosta sotto tutti i punti di vista anche perché il Benevento ha vinto un campionato di B con tante giornate di anticipo e poi conosco bene il loro allenatore dal punto di vista caratteriale e per quello che riesce a far tirare fuori alla squadra. Nella prima partita hanno dimostrato carattere, quando perdi 2-0 dopo venti minuti rischi l’imbarcata e invece loro hanno reagito. Dobbiamo fare attenzione”.

Sente di avere in mano la macchina giusta per fare un bel campionato?
“Rispetto all’anno scorso sono andati via alcuni calciatori e altri sono arrivati. Sono rientrati anche prestiti. In mezzo al campo, dal punto di vista numerico rispetto allo scorso anno, abbiamo più calciatori. Anche per quelli che erano stati gli infortuni. Oggi siamo più protetti a centrocampo e questo è importante perché si affronta una stagione anomala. Mi auguro di averli tutti a disposizione come adesso”.

Qual è il tuo pensiero sulla polemica dei cinque cambi?
“Non voglio entrare in questa polemica perché so che spesso e volentieri le mie parole vengono strumentalizzate. C’è chi sceglie i regolamenti e noi ci dobbiamo adeguare se sono 3, 5 o 7. Dobbiamo adeguarci, sono altri a decidere”.

Immagini un’Inter diversa rispetto alla rosa attuale?
“Io penso che da un punto di vista del mercato sia più giusto che rispondano i dirigenti. Per quello che mi riguarda, non vedo l’ora che finisca il mercato perché è inevitabile che finché è aperto, tante volte, vera o falsa che sia la notizia, può togliere serenità ai calciatori. Quando tutti sapranno che fanno parte del progetto, avranno maggiore serenità”.
Si aspetta o desidera che Nainggolan resti? Cosa può dare in più rispetto all’anno scorso?
“Del mercato, delle entrate e delle uscite, parlano i dirigenti. Non mi sembra opportuno e corretto parlare dei singoli calciatori perché non lo reputo corretto”.

Il mancato equilibrio in difesa è dipende da una messa a punto ancora da sistemare o dall'assenza di alcuni calciatori?
“A me la partita è piaciuta molto, l’ho detto anche ai ragazzi. Da allenatore me la sono gustata perché mi è piaciuta sotto tutti i punti di vista. Quando abbiamo preso gol ci siamo fatti trovare poco equilibrati, non dipende dai centrali di difesa o dai centrocampisti ma da un concetto più generale. È tutto dovuto dall’atteggiamento che dobbiamo vere. Ma comunque ho goduto dello spettacolo offerto. Il City ha perso, il Bayern ha perso, parliamo di top team. Con questo voglio dire che è inevitabile che quando vuoi portare tanti uomini ad attaccare rischi qualcosa in più. Io voglio proseguire su questa squadra perché è bello per chi ci guarda e divertente per i calciatori”.

È la prima sfida tra lei e Inzaghi, che effetto le fa giocare contro un suo ex compagno con cui ha condiviso molto?
“Ho avuto il piacere di giocare con lui sia in Nazionale che nella Juventus. Abbiamo condiviso emozioni per anni e ci conosciamo molto bene. È un passionale, malato per il calcio come lo sono io. Ero sicuro che avrebbe fatto bene e sono contento per lui”.

Quanto può diventare importante alternare vertice alto e vertice basso a centrocampo?
“Quest’anno alterneremo molto perché abbiamo interpreti con questo tipo di caratteristiche. Non dimentichiamo che l’anno scorso abbiamo fatto più di 111 gol, a dimostrazione che la squadra sia a trazione offensiva a prescindere da come ci schieriamo a centrocampo”.