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Il tecnico: "Spero acceleri, sulle fasce c'è un problema".
Avviso a Krasic: Conte chiama Elia.
Per Milos Krasic ci si potrebbe ormai affidare a guarigioni divine: magari un gavettone con l'acqua santa che Antonio Conte si porta nella bottiglietta, in panchina. Nel frattempo, i giudizi sull'ala serba, pur mai nominata, sono piuttosto umani: «Sulle fasce c'è un piccolo problema», ammette il tecnico bianconero. Così si aspettano i pezzi di ricambio: «E' il caso che Elia ed Estigarribia accelerino». Dopo le briciole delle prime due partite, appena venti minuti sul prato, Krasic ha pure giocato, ma sempre maluccio: anche a Catania, dove segnò, fece un paio di errori da penna blu. Da clone di Nedved, come lo etichettarono all'arrivo, a precario. E licenziabile, se ormai la società non esclude di venderlo, o scambiarlo, a gennaio.

La zazzera bionda è stata fuori moda anche contro il Chievo. Levata in principio di ripresa, senza aver combinato granché. «Io lavoro su tutti i calciatori - spiega Conte perché penso che il compito di un allenatore debba essere quello di migliorare tutti i componenti della rosa». E c'è chi ha bisogno di ripetizioni: «È inevitabile che con Krasic stiamo lavorando in maniera intensa, ha ancora qualche problemino con la lingua, ma è un giocatore che ha sicuramente delle qualità e sta a me cercare di tirargliele fuori in tutti i modi». Al di là di ogni valutazione tecnica e fisica, la precaria comunicazione verbale non dovrebbe essere sottovalutata, perché sintomo di adattamento, mentale e sociale. Senza dimenticare il talento dei giocatori slavi per le lingue straniere: di calcio, pallavolo, basket, che masticavano l'italiano già dopo tre mesi. Mica è solo questione di idioma, però, se anche con la Serbia Krasic fatica. Recensione dal ritiro della nazionale, con quei giudizi dei compagni detti senza il faccione in tv, e quindi decisamente veritieri: non è il fenomeno di cui parlavate l'anno scorso, non è questo così scarso.

Per carattere e mestiere, Conte non ha comunque abbandonato la fiducia: «Su Krasic stiamo lavorando e sono convinto che alla fine otterremo quello che siamo prefissi: farlo diventare un giocatore importante». Neppure il gruppo abbandona Milos: «Non credo proprio che Krasic sia un fantasma - risponde Claudio Marchisio - penso piuttosto che l'anno scorso nessuno lo conoscesse e ora invece molti hanno preso le contromisure. Ma lui ha le qualità fisiche e tecniche per venirne fuori». Sarebbe anche questione di testa, cioè nel sapersi adattare al gioco di Conte: dal calcio istintivo a quello ragionato. L'impressione è che la Juve aspetterà fino a gennaio, poi s'affaccerà al mercato, con la certezza che il giocatore ha buone richieste in Premier League.

Non c'è solo Krasic da sistemare, però. «Anche stavolta dovevamo sfruttare meglio le occasioni, in una giornata un po' strana, con molti pareggi», continua Marchisio, sostituito per suarichiesta con il pericolo dei crampi. Libera traduzione: la Juve poteva andare in fuga, seppur di un paio di punti. Pure Conte è soddisfatto a metà: «Non del tutto, perché non abbiamo vinto. Però è tornato il rispetto per la Juve, visto che tutti gli avversari non ci vogliono far giocare». A costo di randellare, si deduce l'accusa: «Sono d'accordo con Mazzarri: chi prova a giocare dovrebbe essere tutelato».