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"C'è tantissimo da lavorare da parte nostra anche se mi dispiace continuare a leggere notizie di mercato. Non è giusto nei confronti di un gruppo che sta facendo cose importanti. Sentire nomi e agenti che si propongono mi dà molto fastidio. Con la società non parleremo né in questi giorni, né prossimamente. Il mercato è lontano anni luce". 
 
Nella conferenza stampa odierna, Antonio Conte è stato più che chiaro nello spiegare il suo atteggiamento nei confronti del mercato in questa parte della stagione: non se ne parla, non è il momento. Naturalmente, dal punto di vista di un allenatore primo in classifica, è giusto così: in questo periodo bisogna far parlare i risultati, e basta.
 
E' altrettanto scontato però che la stampa e gli agenti continuino a fare il loro lavoro, che è quello di parlare, scrivere e fare mercato. E questo il tecnico della Juventus lo sa perfettamente, tanto che vien da pensare che le sue parole abbiano un po' il valore di quelle del famoso detto 'parlare a nuora perché suocera intenda'. E la 'suocera', in questo caso, potrebbe essere l'ad della Juventus Beppe Marottta, che in settimana, dopo un periodo di silenzio, si era sbilanciato con frasi tipo "Giovinco è un nazionale, quindi si tratta di un giocatore da Juve. Lo seguiamo sempre con attenzione" o tipo "Tevez non lo scopriamo certo noi. E' normale che un grande giocarore come lui venga abbinato a una grande squadra come la Juve, ma da qui a dire che lo stiamo trattando ce ne passa".
 
Se così fosse, non sarebbe il primo episodio che vedrebbe un Conte nelle vesti di 'educatore' dei suoi dirigenti. Già in estate, quando John Elkann parlò di una Juve da scudetto, Conte si affrettò a precisare che quella bianconera era solo una squadra in costruzione, ancora molto distante da Milan e Inter. Ed Elkann sembra aver capito la 'lezione', tanto che pochi giorni fa, dopo il successo con il Milan, ha dichiarato: "E' stata una bella partita, ma come dice Conte la strada è lunga e bisogna mangiare tanta erba".
 
Conte è uno che ha lavorato per anni (come calciatore) in una squadra vincente a livello nazionale e internazionale, un'esperienza che ad Elkann e Marotta manca ancora. L'azionista ora sta imparando a viaggiare a fari spenti, adesso tocca all'ad...