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Vendere per comprare. L'Inter ripete questo mantra avvicinandosi alla finestra di mercato invernale e oltre ad Eriksen e Nainggolan è tornato ad affacciarsi sulla lista dei possibili partenti anche il nome di Ivan Perisic, dimostratosi nel corso dei mesi distante dagli ideali tecnico-tattici di Antonio Conte: missione rilancio fallita, il croato non ha di fatto un ruolo proprio. Una convinzione che Conte aveva già avuto nel 2019 quando, ritenendolo inadatto al 3-5-2, aveva avallato la sua cessione al Bayern. Quest'anno, complice anche la buona esperienza in Baviera, ha tentato un'evoluzione del giocatore, Perisic è stato impiegato prevalentemente come quinto di sinistra centrocampo, senza garantire tuttavia un'adeguata costanza di rendimento. E allora Conte ha provato a cambiare, lo ha schierato come punta, secondo attaccante in appoggio, ultimo da esterno mascherato del tridente contro il Verona. Niente da fare, risultati altalenanti rispetto al ruolo di ala nel 4-2-3-1 con Spalletti all'Inter e al Bayern Monaco la scorsa stagione. Missione . Dubbi su prestazioni e personalità, ecco perché Marotta e Ausilio non chiudono alla cessione a gennaio e attendono offerte per il croato, con un'idea chiara sulle condizioni economiche di un eventuale addio.
LE CONDIZIONI - La regola che vale per Eriksen e Nainggolan non fa certo eccezione per Perisic: cessione sì, ma niente regali. In estate la valutazione di Perisic era alta, tra i 15 ei 17 milioni, tale da rifiutare l'unica offerta concreta arrivata dal Bayern per il riscatto (12 milioni, lontani dai 20 pattuiti nel 2019 per il diritto di acquisizione a titolo definitivo). A distanza di qualche mese, tuttavia, questa cifra può essere rivista leggermente al ribasso: sia perché il valore a bilancio permette di farlo senza rinunciare a una plusvalenza (allo scorso 30 giugno, riporta Calcioefinanza.it, il valore residuo era di poco superiore ai 6.5 milioni di euro), sia perché il contratto in scadenza nel 2022 mette fretta per concretizzare l'addio. L'ingaggio da 4 milioni netti a stagione però frena molte pretendenti, non a caso le chiamate più recenti sono arrivate tutte dalla Premier League, Tottenham ma soprattutto Manchester United, dove uno stipendio di questa entità non costituisce grande ostacolo. Ma lo abbiamo scritto, l'Inter vende per comprare, e allora il secondo punto all'ordine del giorno non riguarda solo le cifre di un'eventuale cessione ma anche chi possa sostituire Perisic in rosa, guardando soprattutto ovviamente la corsia mancina: difficile Emerson Palmieri, nonostante gli ammiccamenti il Chelsea non sembra intenzionato a cedere a gennaio se non per un'offerta importante e a titolo definitivo, resta viva l'ipotesi Marcos Alonso con il suo agente Fali Ramadani che recentemente è stato proprio a Milano per gestire altre situazioni, senza però escludere che nella due giorni meneghina anche il nome dell'ex Fiorentina sia stato messo sul tavolo delle discussioni.