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Antonio Conte, ct della Nazionale ed ex allenatore della Juventus, parla in esclusiva ai microfoni di Sky.

NOMINATIONS PALLONE D'ORO ALLENATORI - "E' un riconoscimento per il lavoro svolto e una spinta per fare ancora meglio in futuro. Di fronte c'è un impegno molto difficile, devo guidare la Nazionale in un momento molto difficile per il nostro movimento. Solo allenatori (c'è anche Anceloti, ndr) fra i candidati e nessun giocatore italiano? Ci restano una storia e una tradizione importante. Il momento è difficile e tutti ci dobbiamo mettere in moto affinché questo meccanismo torni a funzionare".

LA SUA NAZIONALE - "Ho trovato un gruppo arrabbiato dopo l'eliminazione alla fase a gironi in Brasile. La maglia della Nazionale carica tantissimo, così come l'inno. Una situazione simile l'ho vissuta anche alla Juventus. Ci dobbiamo ricordare che si arriva da un fallimento e se c'erano dei problemi prima non possono essere risolti in due mesi. Siamo partiti bene, proponendo nomi nuovi e abbassando l'età media. Inoltre, in quattro gare abbiamo vinto quattro partite. Questa Nazionale va aiutata e costruita".

I GIOCATORI DELLA SUA NAZIONALE - "Sui 23 giocatori convocati in questo avvio, otto-dieci non sono titolari nei loro club. Questo è un dato allarmante e il fatto che la Nazionale diventi un posto dove il calciatore giocando può guadagnarsi il posto nel club deve far riflettere. C'è qualcosa che non va".

OBIETTIVO FRANCIA 2016 - "Abbiamo creato una piccola fiammella di entusiasmo ed è giusto che si alimenti. L'obiettivo comune è centrare la qualificazione all'Europeo in Francia. Vogliamo farlo nel migliore dei modi sapendo che non sarà semplice. Se serve un miracolo per vincere l'Europeo? Per i miracoli ci stiamo attrezzando. Parlare oggi di vittoria è prematuro, adesso dobbiamo pensare a qualificarci".

IL PROSSIMO MATCH CON LA CROAZIA - "Non sarà fondamentale, ma è una gara che ci può dare delle risposte. Ci potrà dire se stiamo crescendo nel migliore dei modi".

LA SUA JUVENTUS IN EUROPA - "Da allenatore della Juventus ho partecipato per due anni alla Champions e il primo anno siamo arrivati tra le prime otto, obiettivo dichiarato per questa stagione, e l'anno dopo siamo arrivati in semifinale di Europa League. Nonostante ciò, le mie avventure in Europa sono sempre state viste come un fallimento. Questo, comunque, per me è un motivo in più per fare bene, uno sprone".

PIRLO ANCORA IN NAZIONALE - "Come ho convinto Pirlo a tornare in azzurro? Da parte sua c'è stata grandissima disponibilità a tornare in qualsiasi ruolo. Mi ha espresso la sua volontà di voler far parte del progetto, sia da calciatore che come uomo spogliatoio. C'è stata da parte sua grandissima disponibilità e questo a me ha fatto molto piacere".

IL DOPO BUFFON - "Se esiste un nuovo Buffon? E' difficile, anche se oggi abbiamo Perin che può fare qualcosa del genere. Gigi ha iniziato prestissimo e il fatto che abbia toccato quota 500 gare è davvero qualcosa di straordinario. Merito a lui e alla sua professionalità".
CONTE VOLEVA DE ROSSI ALLA JUVENTUS - "Ha subito tanto la disfatta Mondiale e da parte sua ho trovato grande disponibilità e voglia. E' un grande esempio per i più giovani. Questa Nazionale ha quei quattro-cinque senatori che sono un ottimo esempio per i ragazzi. La cosa che mi auguro è riuscire a creare un mix di esperienza e nuove leve. Se è vero che volevo De Rossi alla Juve? Si, il primo anno alla Juventus mi sarebbe piaciuto averlo e ci ho provato. Lui, però, ha sempre pensato alla Roma e l'ha sempre vista come unica squadra italiana".

LA SORPRESA PELLE' - "Se Pellé è arrivato a questa età in Nazionale vuol dire che ha meritato questo. Tre anni fa faceva panchina al Parma, poi è andato in Olanda ed è cresciuto molto e ora è un giocatore che sta facendo molto bene. Deve continuare così, l'ho trovato molto più maturo rispetto a quando è andato via dell'Italia".

BALOTELLI SI MERITI LA CONVOCAZIONE - "Balotelli? Le convocazioni devono essere meritate. Non c'è preclusione nei confronti di nessuno, ma ogni convocazione deve essere giustificata. L'importante è che chi viene in Nazionale dimostri di volere questa maglia. Al Mondiale era un escluso? Non è mio interesse entrare in questioni passate. Detto ciò, io ho sempre detto ai miei giocatori che si vince da squadra".

SULLA SERIE A E LE DIFFICOLTA' DEI CLUB IN EUROPA - "Mi piacerebbe vedere qualche italiano in più, vorrei avere una scelta più ampia. Il fatto di andare a vedere delle partite in cui in campo ci sono uno-due italiani per squadra non è bello. Non siamo più un punto di arrivo per i migliori calciatori. Siamo un paese secondario rispetto a Inghilterra, Germania e Spagna. Abbiamo perso un po' di appeal per tanti motivi, tra cui la violenza negli stadi. Trovi cose in Italia che all'estero non trovi, dobbiamo riflettere sui nostri problemi senza nascondere la testa da sotto la sabbia". 

LA JUVE DI CONTE E QUELLA DI ALLEGRI -  "Se questa è la Juve di Allegri o quella di Conte? Questi confronti sono inevitabili dopo tre anni fatti in maniera straordinaria alla Juve. Adesso, però, è iniziato un nuovo ciclo ed è giusto che questa sia la Juve di Allegri".

PERCHE' NON E' ANCORA ANDATO IN VISITA ALLA JUVE - "Ci ho provato due volte, ma sono stato respinto. Nel senso buono della parola, ovviamente. La prima volta c'era il sorteggio di Champions e non c'erano né il presidente né Marotta che volevano esserci. Un'altra volta era alla vigilia della sfida contro l'Udinese e, giustamente, serviva massima concentrazione. Sono amici, sarà un piacere andare a trovarli".

LE DICHIARAZIONI DI TOTTI SULLA JUVE - "Oggi sono il ct della Nazionale e tutte queste situazioni le guardo in maniera molto distaccata. Oggi in Italia ci sono due squadre più forti rispetto alle altre e da qui alla fine sarà un duello tra Juve e Roma per la conquista dello Scudetto. Ci saranno altri scontri dialettici, ma è importante che i protagonisti lanciano messaggi positivi".

LA CHAMPIONS - "Ho detto che un giorno la vincerò anche da allenatore, ma non ho mai specificato il nome della squadra, se sarà con la Juventus o con un'altra. Mi auguro solo che ciò avvenga. Ora ho altri sogni che sono superiori alla Champions, il mio pensiero adesso è indirizzato esclusivamente alla Nazionale. Vogliamo riportate quell'orgoglio che non deve mai mancare".