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Alla vigilia della sfida di campionato contro il Cagliari, Antonio Conte, tecnico dell'Inter, risponde alle domande dei giornalisti presenti alla consueta conferenza stampa da Appiano Gentile. 

Quali insidie si nascondono dietro la sfida contro il Cagliari?
“Affrontiamo un'ottima squadra, lo testimonia l'ottima classifica e il campionato che stanno facendo, ma anche la rosa che hanno e il loro allenatore, che è molto bravo. L'insidia è quella di affrontare una squadra forte che sta facendo benissimo”. 

L'Inter deve imparare a gestire i risultati per crescere?
“La nostra idea è sempre e comunque quella di attaccare, cercare subito un altro gol dopo il primo. Contro la Fiorentina abbiamo preso gol al 94' in contropiede proprio per questo. Noi non vogliamo speculare, vogliamo ottenere il massimo e non pensare solo a difendere il gol fatto”. 

Sei soddisfatti del mercato?
“Ho sempre detto che fosse arrivato qualcuno era per sostituire altri che andavano via. Le operazioni sono sempre equilibrate, è andato via Lazaro ed è arrivato Moses, i problemi di Asamoah ci hanno costretto a prendere Young. Leggo che abbiamo altri giocatori in uscita e se entreranno soldi li investiremo. Non ci inventiamo niente di particolare, cerchiamo di rinforzarci e  potenziarci con idee, e se arrivano soldi li investiremo. In questo il direttore è sempre stato chiaro. Dobbiamo rimanere con i piedi per terra anche perché arrivano giocatori che non giocano da un po', Moses non giocava in Turchia e Young non giocava in Inghilterra”. 

Bisogna vincere anche per dimenticare Lecce?
“Già il fatto che nel giro di sei mesi siamo arrivati a considerare negativo un pareggio col Lecce significa che la credibilità dell'Inter è cresciuta parecchio visto che in passato non era considerato un passo falso. Dobbiamo accettare questi risultati nella giusta maniera perché stiamo facendo un percorso e questo devono capirlo anche i nostri tifosi che non devono abbandonarsi a facili scoramenti. Non perdiamo di vista la realtà, che deve farci apprezzare tutto quello che arriva”. 

C'è la possibilità di vedere un'Inter che sappia tenere alti i ritmi dopo questo mercato?
“Abbiamo preso Young che è un giocatore di 34 anni ed è arrivato in prestito Moses. Young è arrivato per sopperire al problema di Asamoah. Voi parlate di acquisti, ma io vedo anche le cessioni, è partito Lazaro. Dobbiamo rinforzare determinati reparti che per vari motivi devono essere rinforzati, non so se ci riusciremo con questa strategia che stiamo adottando, con giocatori esperti. Ma è giusto focalizzarci perché i messaggi che mandate non sono chiari, perché sembra che stiamo comprando metà Real Madrid...”

Il fatto che l'Inter stia trattando così tanti calciatori dalla Premier è un caso o una strategia?
“Magari Ausilio e Marotta sono profondi conoscitori della Premier League e quindi preferiscono andare su quel tipo di mercato”.

Vecino è a disposizione?
“Non lo è, non è convocato. Non dico se per il mercato o se per le sue condizioni fisiche”. 

Da cosa dipende il fatto che a volte l'Inter non vada al massimo?
“Non si può andare al massimo per 60 partite all'anno, non si può pensare di andare sempre a due mila. E quando capita, come è normale che sia, si può incappare in qualche pareggio”.