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I tifosi juventini si aspettavano Didier Drogba, o magari uno tra l'argentino del Lione Lisandro Lopez o Fernando Llorente, che avrebbe potuto anticipare di sei mesi il suo arrivo in bianconero. E' arrivato Nicolas Anelka, che non ha avuto modo di debuttare contro il Chievo e non ha comunque riscaldato il cuore dei sostenitori della Vecchia Signora. Ieri però la gara del "Bentegodi", decisiva a livello psicologico per replicare alla vittoria del Napoli di sabato, l'ha risolta uno che alla Juve c'è da tempo. Alessandro Matri.

Il bomber lodigiano continua ad essere impiegato a singhiozzo dal suo tecnico Antonio Conte (12 presenze e non tutte da titolare), eppure è già riuscito a realizzare diverse reti pesanti. Come la doppietta contro il Cagliari nel match giocato a Parma o la bellisima conclusione al volo che ha portato in vantaggio la Juve contro il Chievo. Per caratteristiche fisiche e tattiche, è il miglior attaccante che si possa sposare con le idee tattiche dell'allenatore salentino.

E allora perchè non decidere di puntare con continuità su di lui, visti i problemi di rendimento di Giovinco, dell'intermittente Vucinic e dall'alterno Quagliarella? I numeri parlano chiaro e solo Conte sembra non prenderli in considerazione.