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Meglio l’uovo oggi o la gallina domani? La coppa Italia, cioè, che si assegnerà subito, o lo scudetto da inseguire fino all’inizio di agosto, se tutto andrà bene? Visto che il Napoli e il Milan possono puntare soltanto al primo obiettivo, il dilemma riguarda le altre due semifinaliste di coppa. O meglio, soltanto l’Inter perché la Juventus ripartirà al comando in campionato e dopo l’1-1 in trasferta contro il Milan in coppa Italia è l’unica che può puntare a vincere tutto.

Conte, però, da grande combattente qual è, malgrado il terzo posto in campionato, sogna ancora di raggiungere e superare non soltanto la Lazio ma soprattutto la Juventus e per questo Marotta ha contestato il calendario varato nei giorni scorsi, secondo il quale Napoli-Inter si dovrebbe disputare la sera dopo Juventus-Milan, con l’aggravante per i nerazzurri di dover giocare l’eventuale finale quattro giorni prima del recupero di campionato contro la Sampdoria, mentre le altre concorrenti per lo scudetto riposeranno. Un chiaro segnale di quanto sia importante per l’Inter la ripresa del campionato, che per tutti e da sempre conta più della coppa Italia.

Su questo niente da dire in generale, ma qualcosa da aggiungere in particolare, legato appunto alla particolarissima situazione in cui si trovano tutte le squadre. E allora, proprio partendo dalla provocatoria idea di schierare a Napoli la squadra “primavera”, l’Inter dovrebbe trasformare la sua protesta in rabbia positiva per ribaltare lo 0-1 dell’andata a San Siro, lanciandosi verso una finale di coppa Italia che sarebbe in ogni caso affascinante, perché incontrerebbe il Milan, come è successo soltanto una volta nel 1977 a San Siro, oppure gli eterni rivali della Juventus. E a quel punto vincere la coppa Italia avrebbe un doppio significato, ugualmente positivo.
Da un lato, l’Inter riallaccerebbe la spina dei suoi successi staccata nove anni fa, perché l’ultimo titolo nerazzurro è proprio la coppa Italia, vinta il 29 maggio 2011 a Roma battendo 3-1 contro il Palermo, quando in panchina c’era Leonardo. Dall’altro, ripresentarsi in campionato con l’euforia di un successo in coppa Italia aiuterebbe a trovare nuove energie mentali e nervose per puntare anche allo scudetto. La stanchezza, eventualmente, potrebbe farsi sentire soltanto nella prima partita in casa contro la Sampdoria, non nelle successive dodici di campionato, comunque più che sufficienti per giocarsi tutte le carte per una grande impresa. Ma se anche non riuscisse l’inseguimento lo scudetto, vincere la coppa Italia sarebbe importante per Conte che chiuderebbe la sua prima stagione almeno con un titolo, in attesa di riprendere la corsa in Europa League da non dimenticare.

E poi, come dicono tutti quelli che hanno vinto qualcosa, vincere aiuta a vincere e spesso proprio la coppa Italia è stata il trampolino di lancio per i successivi e più importanti trionfi. Lo fu per l’Inter di Mancini, che poi vinse anche lo scudetto e a maggior motivo lo fu per Mourinho che riuscì a regalare lo storico “triplete” ai nerazzurri, incominciando a vincere la coppa Italia contro la Roma, prima di festeggiare in rapida sequenza lo scudetto e la Champions. Ecco perché sarebbe un peccato far prevalere il lamento, o semplicemente i calcoli, sulla rabbia e la voglia di vincere tutto, con la fame di chi non si accontenta, tipica delle grandi squadre, dei grandi giocatori e ovviamente dei grandi allenatori. E siccome Conte è un grande allenatore, la sua Inter ha il dovere, oltre al diritto, di puntare subito alla coppa Italia, prima di rituffarsi in campionato.