Antonio Conte, allenatore del Chelsea, è amareggiato per la sfida persa contro il Barcellona. E racconta il dialogo con Messi a fine partita: "Gli ho fatto i complimenti perché penso che in queste due partite ha dimostrato ancora il suo valore, non solo in questi due match. Leo fa la differenza in maniera evidente, muove il risultato finale, è stato determinante".

La differenza tra le due squadre? "Abbiamo preso quattro pali in due partite, la sorte non ci ha sorriso. Quest'anno va così, siamo sfortunati - dice Conte -. Il risultato secondo me non è giusto, abbiamo creato tanto mentre loro con tre ripartenze sono stati letali e cinici. Ma parliamo di giocatori abituati a questa ribalta internazionale, a giocare la Champions fino in fondo. Noi siamo ancora inesperti per tanti giocatori, abbiamo tanta strada da fare per arrivare a competere fino alla fine". Perché Morata in panchina? "Vedo i giocatori ogni giorno e so chi sta meglio, fisicamente e psicologicamente. L'investimento su di lui? Alvaro è giovane, ha avuto la prima occasione di essere titolare in un top club perché nel Real Madrid era la riserva di Benzema e nella Juventus era la riserva di altri attaccanti. Ha tanta strada da fare, ha ottime potenzialità, cercheremo di lavorarci perché ha avuto anche un problema alla schiena che lo ha bloccato. Bisogna migliorare".

La chiosa finale è sul futuro: "Non è questione di vincere qualcosa o meno, penso che il lavoro di un allenatore dev'essere giudicato non solo in base alle vittorie ma ai valori della squadra. Questa è una squadra che può crescere in esperienza, in qualità, si può fare di meglio. Non cerco conferme nelle vittorie o meno, io vado avanti con il mio lavoro sapendo che è un gran lavoro". La prossima intervista con che squadra la farà? "Questa è una domanda molto cattiva...", conclude Conte.