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Si è tenuto oggi a Milano l'incontro fra Antonio Conte, ct della Nazionale, e gli allenatori di Serie A. Tema: il rapporto fra la Nazionale e i club. 

I PRESENTI - Nella sale delle assemblee della Lega di Serie A, alla presenza del presidente della Figc, Carlo Tavecchio, del presidente della Lega Serie A, Maurizio Beretta, e del team manager azzurro Gabriele Oriali, davanti a Conte si sono seduti 15 allenatori del massimo campionato: Allegri, allenatore della Juventus, accompagnato dall'ad Marotta, Inzaghi, tecnico del Milan, Pioli della Lazio, Mihajlovic della Sampdoria, Gasperini del Genoa, Montella della Fiorentina, Ventura del Torino, Colantuono dell'Atalanta, Mandorlini del Verona, Di Francesco del Sassuolo, Stramaccioni dell'Udinese, Maran del Chievo, Iachini del Palermo, Di Carlo del Cesena e Donadoni del Parma.

GLI ASSENTI - All'incontro non hanno preso parte Mancini (Inter), Benitez (Napoli), Garcia (Roma), Zeman (Cagliari) e Sarri (Empoli). Considerato che gli ultimi due (Zeman e Sarri) sono quelli che più di recente hanno ricevuto la visita di Conte nei rispettivi centri di allenamento, fa specie soprattutto l'assenza di Mancini, Benitez e Garcia. Roma e Inter hanno comunque mandato dei 'vice', totalmente assenti invece Napoli, Empoli e Cagliari.

TAVECCHIO CONTRO GLI ASSENTI - Il presidente della Figc Carlo Tavecchio, parlando degli assenti, ha detto: "L'invito è stato fatto con chiarezza a tutti. Chi non è venuto ha sbagliato. Chi non c’è ha sempre torto". 

Sull'incontro, Tavecchio ha aggiunto: "C'è stato un discorso molto franco e costruttivo. Credo che si vada verso un’istituzionalizzazione dei rapporti prima delle convocazioni per capire lo stato psicologico e fisico dei giocatori. Credo che sia un futuro più disponibile da parte di entrambe le parti anche per quanto riguarda gli stage. Gli allenatori di Serie A hanno mostrato disponibilità. Gli assenti?".

SU CONTE: 'POSIZIONE SOLIDA' - Poi, sulla posizione di Conte: "La posizione di Conte? Solida. Dimissioni? Vorrei sapere chi dice certe cose…".

A FEBBRARIO STAGE DI TRE GIORNI - Nel corso del summit, come riferisce Sky, è stato raggiunto un accordo fra Conte e i colleghi: a febbraio la Nazionale organizzerà uno stage di tre giorni con l'autorizzazione dei club. 

LA CONFERENZA STAMPA DI ANTONIO CONTE 

Dopo l'incontro, Conte ha parlato in conferenza stampa.

SULL'INCONTRO E LO STAGE - "Abbiamo parlato di tante cose, c'è stata grande disponibilità da parte degli allenatori. Per gli stage, una data potrebbe essere appetibile per rivedere i giocatori: dal 9 all'11 febbraio. Una data che sarà vagliata da chi deve farlo. L'ultima decisione spetta ai presidenti. Oggi si è dato il via da un appuntamento che deve essere un'istituzione. E' giusto fare una o due riunioni all'anno tra il ct e gli allenatori di serie A. Spero diventi un appuntamento istituzionale. Abbiamo parlato delle difficoltà del nostra calcio. Ho fatto notare che tra i convocati otto su dieci non giocano nelle loro squadre". 

SUGLI ASSENTI - "Sulle assenze invece sono stato avvertito, non ci sono problemi".

SUI PRESENTI - "Nessuno mi ha fatto promesse, nè io le volevo ascoltare da parte dei colleghi. Avevo necessità di confrontarmi con loro e far capire che tipo di situazione andava rinsaldata. Ho ascoltato quello che avevano da dirmi, è stato un confronto costruttivo, almeno da parte mia. Ho prospettato loro l'intenzione di quello che vorremmo fare. Ribadisco questo stage il 9-10-11 febbraio. Abbiamo visto la possibilità di anticipare il campionato l'anno prossimo, sarebbe indispensabile anticipare anche la fine, tutto questo in vista qualificazione".

Partiamo dal presupposto che deve essere chiaro, quattro mesi fa ero seduto dall'altra parte, ero allenatore di club, so cosa stanno pensando gli allenatori, cosa passava per la loro testa. Perchè passava per la mia testa quattro mesi fa. Si è cercato di instaurare un certo tipo di rapporto e c'è stata la massima disponibilità. E' meglio mettere i puntini sulle i".

LO SFOGO DI GENOVA - "Dopo Genova mi sono preso la responsabilità sapendo che se alzo la voce qualcuno prende bastonate. Diventa difficile allenare i giocatori in Nazionale, li hai a disposizione 8-9 giorni, sono allenamenti molto tattici, provi delle giocate e cerchi di farli con l'intensità della partita. Diventa difficile farli lavorare seriamente in Nazionale, non è mai a livello fisico uguale a quando ti alleni in un club".

SU AGNELLI E LA JUVENTUS - "Agnelli ha detto che sono permaloso? Il presidente è stato buono perchè sono molto permaloso. Con la Juve non ci sono stati problemi particolari, non siamo riusciti ad andare a Vinovo a fare il giro che spetta ad ogni squadra, non ci sono problemi particolari. Ieri ho avuto il piacere di rivedere il presidente, i giocatori, ho condiviso con loro tre anni straordinari".

SULLE VOCI DI DIMISSIONI - "Ha ragione Tavecchio, ho preso un impegno con persone che mi hanno cercato con maniera entusiasta, ho preso un impegno con il popolo italiano, mi ha responsabilizzato tanto, escludo a priori questa evenienza".

INFINE, SU PELLE', DARMIAN E PIRLO - "Pellè ha avuto la voglia di mettersi in gioco e in discussione anche a 29 anni. Darmian è un professionista ineccepibile. Un ragazzo serio. Pirlo? Stiamo parlando del genio assoluto, ieri è stato premiato come giocatore più bravo del campionato".

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