Commenta per primo
Il pranzo della domenica ingrassa il Bologna che torna al successo (2-1) dopo cinque turni e aggancia la zona nobile della classifica. La povera Sampdoria fa l'ennesima indigestione di gol. Sono "soltanto" due (Palacio e Bani), ma bastano a rendere inutile il momentaneo pareggio di Gabbiadini e a relegarla sempre più sola e triste all'ultimo posto in classifica. In nove giornate, 5 gol segnati e 18 subiti. Cos'altro c’è da spiegare? Ranieri aveva scosso la squadra rovistando nella cassapanca della sua esperienza trentennale e lo 0-0 di domenica scorsa colla Roma sembrava il viatico alla risalita. Ma si doveva passare da Bologna, campo maledetto per i colori blucerchiati che al "Dall'Ara" storicamente hanno rimediato le più dure lezioni. Tradizione rispettata anche stavolta e non c'è molto di cui lamentarsi. Il 4-4-2 non ha pagato e nella ripresa il tecnico ha pure dovuto correggerlo, togliendo due dei peggiori, Leris e Bertolacci, a pro di Depaoli ed Ekdal. La Sampdoria è cresciuta ma ha concesso al Bologna gli spazi che gli aveva negato nei primi 45'. Un gol annullato a Depaoli per fuorigioco di Gabbiadini avrebbe potuto cambiare l'esito finale. Ma non è con i se che la squadra può sperare di salvarsi. Discreto il primo tempo della Sampdoria, ancorché eccessivamente prudente. Più vigorosa e coraggiosa la ripresa, un atteggiamento pagato però incassando i due gol che hanno deciso la contesa. Il Lecce a Marassi diventa quindi la partita della vita e della morte, inchiodata ad un unico risultato e non occorre dire quale.

Il Bologna ha detto di essere una squadra nel vero senso della parola. Gioco fluido, schemi imparati a memoria, la giusta dose di cattiveria e una concentrazione mentale sempre al massimo. La mano di Mihajlovic, insomma. Se Palacio regge e gioca come ha fatto, nessun traguardo è impossibile, ovviamente nei limiti della logica. Vogliamo dirlo? L'Europa è lì. A portata di mano. Non era una partita qualsiasi, Bologna Sampdoria. Troppi ricordi, pessimi per i blucerchiati che al "Dall'Ara" videro maturare due retrocessioni, nel 1977 e nel 1999. L'ultima vittoria genovese a novembre del 2003, 1-0 con gol di Doni. E poi gli ex: Mihajlovic non sedeva in panchina, tornato in ospedale per completare il terzo ciclo di cure contro il male che lo ha aggredito. I tifosi della Sampdoria gli hanno dedito un affettuoso striscione che recitava così: "Gli uomini vincenti trovano sempre la strada. Forza Sinisa!". Applausi. In rossoblù gioca Roberto Soriano, cresciuto nella Sampdoria con la quale ha collezionato 143 presenze. E c'era Rodrigo Palacio, avversario di tanti derby che a 38 anni resta un libero docente in calcio applicato. Anche nelle fila blucerchiate c'era un ex, Gabbiadini, che Ranieri è tornato a schierare accanto a Quagliarella, nel classico 4-4-2 dell'esordio con la Roma, schema che ha dato buoni frutti in fase di contenimento ma non ha assicurato altrettanta efficacia in appoggio alle punte. Confinata all'ultimo posto della classifica, con appena 4 punti e il peggior attacco della serie A (4 reti segnate) la squadra affidata a Ranieri dopo il disastro Di Francesco, era scesa a Bologna con l'obiettivo dei tre punti. Senonché il Bologna è risultato un osso duro, non vinceva da cinque turni e Mihajlovic dal suo letto d'ospedale aveva scelto Skov Olsen al posto di Orsolini e sfornato il consueto 4-2-3-1 con Dzemaili in mediana accanto a Poli (e Svanberg in panchina), Sansone, Soriano e Skov Olsen alle spalle dell'unica punta, Palacio. Nella ripersa ci sarà spazio per Orsolini, Santander e Schouten quando ormai il match era in cassaforte.

Il primo tempo non è stato un capolavoro stilistico ma il gioco è rimasto vivo e gravitava nei piedi dei calciatori del Bologna che hanno imposto il proprio gioco, allargando regolarmente l'azione ora sulla fascia destra ora sulla mancina, puntando all'uno-due rapido sui lati corti dell'area di rigore della Sampdoria per liberare l'uomo al tiro. Il giochino è riuscito spesso e piuttosto bene, soprattutto sull'out di sinistra, in cui Krejci, guardato a vista da Leris, e appoggiato da Soriano faceva da sponda a Palacio che si allargava continuamente sugli esterni per propiziare gli scambi e allargare gli spazi per Soriano, Sansone e Dzemaili. La Sampdoria ha proceduto a strappi, tamponando sugli esterni e tentando qualche replica estemporanea con Leris e Jankto, non altrettanto incisivi negli ultimi venti metri e al centro il duo Vieira-Bertolacci troppo schiacciato sulla propria linea difensiva, non riuscendo quindi ad appoggiare le ripartenze della squadra di Ranieri. Ripartenze estemporanee e quasi sempre innocue perché la difesa bolognese chiudeva con puntualità su Quagliarella e Gabbiadini. Poco mobili e poco ispirati negli scambi.

Non per caso l'unica palla-gol blucerchiata del primo tempo è giunta sugli sviluppi di un calcio d'angolo, la deviazione volante a centroarea di Quagliarella, corretta al volo dal piede destro di Gabbiadini ha mandato il pallone a stamparsi sul palo alla destra di Skorupski. Il Bologna ha creato di più, con folate improvvise e scambi stretti che hanno portato al tiro Danilo (la seconda volta gran parata di Audero ma il difensore era in posizione irregolare), Dzemaili, e soprattutto Palacio, sul quale Audero al 42' ha compiuto un vero miracolo respingendo il tiro ravvicinatissimo dell'argentino, innescato da una veloce combinazione da destra Skov Olsen-Soriano. Protesta bolognesi per due episodi in area della Sampdoria (tocco di braccio di Vieira e caduta di Soriano) ma Doveri era lì e due passi e non è intervenuto e anche il Var (Rocchi) ha taciuto. Al riposo sullo 0-0 ma si capiva che il match poteva prendere qualunque piega.

E infatti. Sostituiti Leris e Bertolacci con Depaoli e Ekdal la Sampdoria si è ripresentata spavalda in campo nella ripresa e Quagliarella ha immediatamente scaldato le mani di Skorupski. Ma una veloce controfuga sull'asse Skov Olsen-Soriano da destra ha liberato al centro Palacio che dai venti metri ha infilato Audero nonostante il tocco con le dita protese del portiere: 1-0 e match in crescendo sui toni alti. Squadre lunghe e spazi invitanti per le ripartenze. Al 5' gol annullato alla Sampdoria. Pallone proveniente dal corner, il colpo di testa di Depaoli lo ha infilato nel "sette" della porta di Skorupski, protetto col corpo da Gabbiadini, che l'assistente Mutu ha colto in posizione di fuorigioco, confermato dal Var. Dopo due conclusioni di Palacio e Sansone, Ranieri ha messo mano a Caprari (fuori Jankto) varando il tridente. E la Sampdoria ha pareggiato. Errore sulla trequarti di Orsolini, pallone arpionato da Vieira e servito a Gabbiadini che ha fulminato Skorupski con un terrificante mancino da una ventina di metri.

Il Bologna ha accusato il colpo ma ha fatto in fretta a riprendersi, grazie anche ai cambi. Dopo Orsolini sono subentrati Santander a Dzemaili e Schouten a Poli e la squadra rossoblù ha accettato la sfida lanciata dalla Sampdoria che non si accontentava del pareggio. E al 33' con Bani in scivolata sugli sviluppi di un corner corretto di testa da Mbaye, ha ristabilito le distanze: 2-1 prezioso e gran festa sugli spalti. I quasi mille tifosi doriani hanno ripiegato i loro vessilli e ripreso la strada di casa. Li attende lo spareggio col Lecce e mercoledì sera non saranno concessi errori. Mediocre l'arbitraggio di Doveri che ha valutato in maniera difforme diversi episodi analoghi.

IL TABELLINO

Bologna-Sampdoria 2-1 (primo tempo 0-0)
 
Marcatori: 3’ s.t. Palacio (B), 19’ s.t. Gabbiadini (S), 34’ s.t. Bani (B).
 
Assist: 3’ s.t. Soriano (B), 19’ s.t Vieira (S), 34' s.t. Mbaye (B).
 
Bologna (4-2-3-1): Skorupski; Mbaye, Bani, Danilo, Krejci; Poli (dal 26’ s.t. Schouten), Dzemaili (22’ s.t. Santander); Soriano, Skov Olsen (9’ s.t. Orsolini), Sansone; Palacio. All. Mihajlovic.
 
Sampdoria (4-4-2): Audero; Bereszynski, Murillo, Colley, Murru; Vieira, Bertolacci (1’ s.t. Ekdal), Jankto (17’ s.t. Caprari), Leris (1’ s.t. Depaoli); Quagliarella, Gabbiadini. All. Ranieri.
 
Arbitro: Doveri di Roma.
 
Ammoniti: 27’ s.t. Bereszynski (S), 32’ s.t. Murru (S), 38’ s.t. Schouten (B), 42’ Colley (S)