Poco calcio e botte per tutti. E' così che il Superclasico, giocato nella notte, potrebbe essere sinteticamente riassunto. Boca Juniors e River Plate si sono affrontate alla Bombonera nella semifinale di andata della Copa Sudamericana. E' finita 0-0 con 9 ammoniti in tutto (2 del Boca e 7 del River). Una partita troppo tattica, che ha preso una brutta piega dopo l'entrataccia di Lionel Vangioni, esterno sinistro di difesa che piace al Milan, nei confronti di Martinez.


POCA QUALITA' - In campo c'era pure Cesar Meli, altro giocatore entrato nell'orbita rossonera. Come Vangioni, anche il centrocampista ha deluso. Il calcio argentino resta una fucina di grandi talenti ma, rispetto a qualche anno fa, le academias non riescono a lanciare lo stesso numero di futuri campioni. Carlos Tevez, Rodrigo Palacio, e Gonzalo Higuain sono gli ultimi grandissimi prodotti delle giovanili di Boca e River. L'Apache ha lasciato gli Xeinezes nel 2004, l'interista nel 2009, mentre il Pipita ha salutato il Millonarios nel 2007. E dopo di loro? A parte l'ex Boca, Nico Gaitan - acquistato dal Benfica nel 2010 per 8,5 milioni di euro - e gli ex River, Erik Lamela - ceduto alla Roma nel 2011 per 17 milioni - e Lucas Ocampos - passato al Monaco nel 2012 in cambio di 13 milioni - le due squadre di Buenos Aires non sono più riuscite a mettere sul mercato giocatori di livello internazionale, pronti per il salto in Europa. Ecco perché il Superclasico si conclude sullo 0-0, senza occasioni degne di nota: manca qualità.



 
CRISI RIVER SENZA IL REGISTA - Eppure in questa stagione, il River Plate sta facendo grandi cose. Oltre alla semifinale di Copa Sudamericana, guida la classifica della Primera Division a più due dal Racing di Diego Milito e a più sei dal Boca Juniors (quinto). Merito dei gol di Teofilo Gutierrez (10) e degli assist di Leonardo Pisculichi (6), ma soprattutto dell'allenatore ed ex bandiera del club, Marcelo Gallardo. Nella prima parte del campionato, il River ha giocato anche un grande calcio. Aggressività nel recupero del pallone, pochi tocchi e verticalizzazioni improvvise, i segreti della Banda. Nel mese di novembre però l'incantesimo si è rotto. In tre partite sono arrivate due sconfitte e un pareggio e le inseguitrici hanno recuperato il terreno perso. Tra i motivi di questa crisi, ci sono anche i problemi fisici di Mathias Kranevitter. Il regista, classe 1993, era il motore della squadra di Gallardo. Con lui, i Millionarios avevano vinto 7 delle prime 8 giornate. Dopo il suo infortunio, è cominciato il calo. Il giovane playmaker tornerà prima dell'inizio del 2015 e trovargli un sostituto non è facile. Senza di lui, il Superclasico perde il protagonista più interessante.