Un passato in Africa, tra Congo, Camerun e Libia, un presente negli Emirati Arabi, come vice di Zenga all'Al Nasr. A calciomercato.com Stefano Cusin, allenatore e grande esperto di calcio, soprattutto del Continente Nero, ci fa un bilancio sulla Coppa d'Africa, che si appena conclusa con la vittoria dello Zambia:

E' stata un Coppa d'Africa poco spettacolare. Ti ha deluso?
A dir la verità no, non sono sorpreso. Mancavano tante nazionali forti, con grande tradizione, come Egitto, Nigeria e Camerun. Le squadre che si sono qualificate avevano dei limiti, per questo sapevo che sarebbe stata una coppa d'Africa senza grande qualità. Come da pronostico, Sudan, Gabon e Guinea Equatoriale si sono fermate ai quarti di finale, sono arrivate in semifinale le migliori, Costa d'Avorio, Ghana e Zambia, che ho fin da subito etichettato come possibile outsider.

Zambia che ha sorpreso tutti, vincendo la prima Coppa d'Africa della sua storia.
Ha vinto la squadra che è stata più squadra, che è stata capace di arrivare fino in fondo grazie al gruppo, che non si è affidata ad un giocatore solo. In pochi prima del torneo conoscevano lo Zambia, è una squadra di grande qualità, basta pensare a quello che hanno fatto Mayuka, Kalaba o Chris Katongo, eletto miglior giocatore del torneo. Credo che buona parte di questa vittoria sia merito di Bonetti, che l'ha portato alla fase finale, e del lavoro di Hervé Renard, attuale ct. E' un tecnico che sa toccare i tasti giusti, che già conosceva i Chipolopolo per averli allenati nel biennio 2008-2010, portandoli ai quarti di finale della Coppa d'Africa 2010. Il tecnico francese ha fatto un capolavoro, lavorando soprattutto sull'aspetto psicologico e facendo scelte coraggiose. In semifinale contro il Ghana ha lasciato Mayuka in panchina dall'inzio, poi gli ha detto: "Vai dentro, so che deciderai la partita". E' stato così. La vittoria della Coppa d'Africa per lo Zambia ha enorme significato perchè è avvenuta a Libreville, dove nel 1993 un incidente aereo ha cancellato la rappresentativa di calcio zambiana più forte ogni epoca, con l'esclusione per Kalusha Bwalya, attuale presidente della Federazione, che non prese quell'aereo per impegni con il PSV. So che prima della finale, sono andati sulla spiaggia vicino al punto del disastro, a pregare e cantare.

Cosa pensi della Costa d'Avorio?
L'ho vista due volte a Dubai, prima della Coppa e non mi aveva impressionato. Non sono stato smentito da quello che ha fatto in Gabon e Guinea Equatoriale.

Ha grandi nomi, ma non è stata squadra. L'ho sempre vista remissiva, tatticamente paralizzata, troppo legata alle giocate dei singoli. La difesa, anche se non ha preso gol, quando attaccata è sempre andata in difficoltà. E là davanti è stata troppo Drogba-dipendente. L'attaccante del Chelsea è arrivato a giocare la Coppa in condizioni fisiche precarie, puntare su di lui per la Costa d'Avorio è stata una condanna.

Male anche il Ghana.
Si può fare lo stesso discorso della Costa d'Avorio, il Ghana si è messo nelle mani di Asamoah Gyan, sbagliando. Qualitativamente era un gradino sotto la Costa d'Avorio, ma aveva giocatori importanti per vincere. Quando l'ho vista non ha quasi mai prodotto gioco e alcune scelte tattiche di Stevanovic non mi hanno convinto.

Solo due giocatori dello Zambia giocano in Europa...
Credo che le cose cambieranno nei prossimi mesi. Prima non avevano mercato perchè in pochi conoscevano lo Zambia. Mayuka e Kalaba (il primo gioca in Svizzera nello Young Boys ndr) non sono gli unici talenti. Bisogna eliminare i pregiudizi e avere coraggio. In Africa ci sono giocatori interessanti non solo in Senegal, Nigeria o Costa d'Avorio. Ci sono tante altre realtà interessanti. Gli operatori di mercato italiani devono cambiare atteggiamento, in Francia sono decisamente più avanti da questo punto di vista. Quando il Metz prese Adebayor, nessuno conosceva il Togo. Adesso tutti sanno chi è Adebayor e dove si trova il Togo sulla carta geografica.