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Parla il presidente della FIGC Giancarlo Abete che torna sui fatti accaduti ieri in occasione della finale di Coppa Italia: "È stata una serata molto difficile perché le notizie, in particolare prima dell'inizio della gara, si sono rincorse ed erano contrastanti fra di loro. Onestamente era difficile comprendere quello che era avvenuto. C'erano delle situazioni collegate ad un fatto emotivo. Tutto quanto accaduto mi ha ricordato una partita di alcuni anni fa, con tutta una tensione emotiva che cresceva e che poi era difficile governare. La gara fatta partire dopo un consulto fra i due capi tifoserie di Fiorentina e Napoli? Ho sentito di queste situazioni, le ho avvertite anch'io, mi sono state riferite. C'era però da gestire una situazione difficile, anche durante la partita, con di fatto la tifoseria del Napoli che non ha tifato. Da un punto di vista sportivo non c'era nessun tipo di problema che potesse lasciar pensare al fatto che non si giocasse. Gli unici soggetti che, come sempre avviene negli stadi, potevano avere la titolarità a non far disputare la partita, erano i responsabili dell'ordine pubblico. Fin dai fischi all'inno nazionale si è capito perfettamente che tipo di tensione, che tipo di problematiche ci fossero. Il calcio è vittima di situazioni che vanno oltre: gli ultrà utilizzano gli stadi per manifestazioni di potere. E' un dato di fatto: in alcuni stadi gli ultrà hanno un ruolo inaccettabile".