Non ce la facciamo più a resistere due settimane senza una partita del nostro calcio. Dunque, ben venga la Coppa Italia con gli ottavi. Almeno finisce l’astinenza. Si comincia domani con una delle due partite più scontate (Lazio-Novara), si prosegue con la più interessante e forse anche la più equilibrata (Samp-Milan) e si finisce lunedì sera con un’altra partita che ha un solo pronostico (Roma-Entella). Cerchiamo di entrare nei dettagli di queste 8 gare seguendo un ordine cronologico.
   
LAZIO-NOVARA. La Lazio è la squadra che negli ultimi 6 anni ha disputato più finali dopo la Juventus: 3. Solo che le ultime due le ha perse proprio contro la Juve. Per Lotito e Inzaghi è un obiettivo concreto e il Novara, decimo nel girone A di Serie C, non può essere un rivale pericoloso. 
   
SAMPDORIA-MILAN. E’ una gara col pronostico aperto. Il Milan deve vincerla perché in questa stagione ha già miseramente fallito il suo primo obiettivo, la qualificazione ai 16esimi di Europa League. Non solo: con le polemiche che stanno corrodendo le stanze di Milanello e dintorni, se va fuori dalla Coppa Italia e quattro giorni dopo perde anche la Supercoppa in Arabia si spalanca una crisi vera e propria. In più c’è da valutare la reazione di Higuain, sempre a un passo dal Chelsea, dopo il duro richiamo di Leonardo. Ma la Samp sta bene e in questi 90' (o 120') per noi è favorita.
   
BOLOGNA-JUVENTUS. Stadio pieno, ma di juventini. Inzaghi ha altro cui pensare: la settimana seguente, alla ripresa del campionato, va a Ferrara, dove non può perdere. Tuttavia una clamorosa qualificazione ai danni della Juventus avrebbe dei riflessi notevoli anche sul campionato, con la possibilità di rigenerare un ambiente depresso. Alla Juve questa partita potrebbe servire anche per preparare la Supercoppa araba contro il Milan, ma avendo la Juve una natura cannibalesca vorrà vincerla per andare avanti in Coppa Italia. Allegri ha annunciato la presenza del giovane Kean, un motivo di interesse in più, anche per Mancini. Sull’altro versante mi tifosi rossoblù vogliono dare un’occhiata ai nuovi Soriano e Sansone.
   
TORINO-FIORENTINA. E’ ancora più equilibrata di Sampdoria-Milan. Del resto lo dice anche la classifica del campionato, il Toro 9° con 27 punti, la Fiorentina 10a con 26. Mazzarri è arrivato due volte in finale, l’ha persa con la Samp (ai rigori contro la Lazio, con l’errore dal dischetto di Cassano) e l’ha vinta col Napoli; per Pioli una sola finale, ai tempi della Lazio, persa ai supplementari contro la Juve. Gli allenatori sono lo specchio delle loro squadre e hanno molti punti in comune come tipo di carriera, tutt’e due hanno avuto poca fortuna con la squadra più importante da loro allenata, l’Inter e, come Toro e Fiorentina, hanno bisogno di fare un altro salto in avanti. La Coppa Italia è una buona occasione. Sarà interessante seguire il probabile esordio di Muriel con la maglia viola.
   
INTER-BENEVENTO. Spalletti va alla caccia della doppietta di coppe, sarebbe un bel modo per riconciliare l’Inter con le vittorie dopo anni di digiuno. Per il Benevento la partita di San Siro sarà un gratificante ritorno al recente passato, nella speranza che sia anche un auspicio per il prossimo futuro. Giocherà a cuor leggero, sperando in una di quelle famose giornate storte dei nerazzurri.
   
NAPOLI-SASSUOLO. Per Ancelotti, vale lo stesso discorso fatto per Spalletti. La doppietta delle Coppe renderebbe entusiasmante la stagione del Napoli, che continua la corsa sulla Juve in campionato ben sapendo che le speranze sono poche. Solo che, a differenza dell’Inter, l’avversario non è da sottovalutare, per il Sassuolo la Coppa Italia non è un obiettivo di secondo piano.
   
CAGLIARI-ATALANTA. Il calcio aggressivo di Gasperini e quello più compassato di Maran. L’Atalanta ha qualche probabilità iin più, anche se gioca in trasferta. Da vedere, però, se il tecnico bergamasco è riuscito a conservare l’eccellente condizione di fine anno.

ROMA-ENTELLA. Tutto è possibile, ma se la Roma va fuori con l’Entella a Trigoria si apre una crisi spaventosa. Di Francesco non sottovaluterà i liguri, capaci di eliminare nel turno precedente una squadra di Serie A, il Genoa. Proprio quel Genoa che qualche tempo dopo è andato all’Olimpico e non ha pareggiato solo perchè Di Bello non ha fischiato un rigore colossale (spinta di Florenzi a Pandev) a favore del Grifone, che nel frattempo era passato da Juric a Prandelli. Insomma, un motivo in più per fare attenzione.