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La Lombardia torna zona arancione dopo che settimana scorsa un errore nel calcolo dell'Rt aveva fatto scattare le misure più restrittive previste per la zona rossa. Oggi il ministro della salute, Roberto Speranza firma un'ordinanza per il cambio dei colori di alcune regioni a partire da domani: verso la zona arancione anche la Sardegna. Così resterebbero in giallo solo Basilicata, Campania, Molise, Toscana e provincia di Trento. 

Intanto scoppia lo scontro tra governo e regione Lombardia. Il governatore Attilio Fontana attacca: "Abbiamo sempre fornito informazioni corrette, puntuali e precise. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia". 
Ministero e Istituto superiore di Sanità rispondono che è stata la Regione a inviare i dati che la collocano in zona rossa e che poi lei stessa ha rettificato, cambiando il numero dei soggetti sintomatici notificati. 
La controreplica della Lombardia è affidata a un comunicato ufficiale: "Nessuna richiesta di rettifica sul Covid, ma un necessario aggiornamento di un 'campo del tracciato'. Tracciato che, quotidianamente, viene inviato all'Istituto Superiore di Sanità. Azione condivisa con l'Istituto Superiore di Sanità. Resasi necessaria a fronte di un'anomalia dell'algoritmo utilizzato dall'ISS per l'estrazione dei dati per il calcolo dell'Rt. Segnalata dagli uffici dell'assessorato al Welfare della Regione e condivisa con Roma". 

Per il periodo 15-30 dicembre la Lombardia passa da 14.180 casi dichiarati a soli 4.918. Perché prima tra i positivi venivano contati anche diversi guariti: soprattutto coloro che dal 12 ottobre possono interrompere l'isolamento tra i 10 e i 21 giorni dalla comparsa dei sintomi senza più il doppio tampone negativo. Tutti loro nei report compaiono come persone con "inizio sintomi", ma senza la descrizione dello stato clinico (asintomatico, paucisintomatico, sintomi). Se il campo non è compilato, in assenza di informazioni, quando guariscono, non vengono depennati. In sintesi: entrano nel conteggio, ma non escono mai.