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Sono ore di profonda riflessioni per il premier Giuseppe Conte e gli esponenti di spicco del Governo. I dati sempre più allarmanti sulla seconda ondata del coronavirus, con gli oltre 31.000 nuovi contagi registrati ieri e il continuo aumento dei ricoverati in terapia intensiva, stanno iniziando a scalfire il muro all'insegna della prudenza eretto dal presidente del Consiglio. Secondo Il Corriere della Sera, destano particolare preoccupazione i dati in arrivo da Milano e Napoli, ma anche da Torino, Bologna e Roma. L'idea dei primi lockdown non è più così campata per aria.

MILANO CHIUDE? - In queste ore, Conte è costantemente informato da Beppe Sala e Attilio Fontana sulle novità provenienti da Milano e da tutta la Regione Lombardia, che esattamente come nella scorsa primavera è uno dei fronti che desta maggiori timori sulla base degli ultimi riscontri. Le ipotesi al vaglio sono quelle di blindare i cittadini all'interno della città e sospendere tutte le attività eccetto quelle ritenute essenziali. Una misura che potrebbe essere esteso, come dicevamo, anche a Napoli, Roma, Torino e Bologna, dove la crescita dei contagi e la pressione sul sistema sanitario locale iniziano ad inquietare.
SCONTRO SULLE SCUOLE - Con l'incremento dell'indice di contagio salito mediamente a 1,7 - in alcune zone del Paese anche a 2 - si inizia a valutare anche la possibilità di tornare a limitare gli spostamenti tra regioni e nelle aree più critiche di anticipare l'orario del coprifuoco, al momento fissato tra le 23 e le 24 fino alle 5 del mattino successivo. E resta aperta anche la questione delle scuole: Conte vorrebbe ispirarsi al modello francese e tedesco, lasciandole aperte anche in caso di lockdown nazionale, mentre l'ala più oltranzista della maggioranza fa notare come anche tra studenti e insegnanti i casi di positività stiano crescendo in maniera significativa e spinge per una sospensione generalizzata delle lezioni in presenza, anche per scuole elementari e medie.