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  • Costacurta in redazione/2: 'Sì alla Superlega e all'abbattimento di San Siro. Il Milan impari dalla Juve'

    Costacurta in redazione/2: 'Sì alla Superlega e all'abbattimento di San Siro. Il Milan impari dalla Juve'

    Una chiacchierata a 360 gradi. Alessandro Costacurta, presidente del Comitato organizzatore locale del Campionato Europeo Under 21, ha fatto visita alla redazione di Calciomercato.com. E' stato l'occasione per confrontarsi sui temi del momento, dalla fase finale dell'Europeo Under 21 alla Superlega, passando dal Milan alla gestione di San Siro.

    Sono passati 30 anni dal successo in Coppa Campioni con la Steaua Bucarest: ora è cambiato tutto.
    Non si può paragonare questo Milan a quello di 30 anni fa. Mi ricordo che veniva in ritiro Berlusconi, a gennaio, tirava fuori la lista dei primi dieci del Pallone d'Oro e diceva: "Questo ce l'ho, questo ce l'ho, questo mi manca e lo compro". Questo ora non lo puoi più fare. Una volta Berlusconi sceglieva il miglior giocatore che aveva anche professionalità e serietà. Ora ci sono altri club, più potenti, che possono farlo. I giocatori forti che hanno tutte queste caratteristiche vanno nei top 5 club d'Europa. Quello che facevamo noi 30 anni fa ora lo fanno gli altri. E' un discorso finanziario, è vero che così si può lavorare sui giovani ma non sono sufficienti per vincere.

    Cosa manca al Milan di oggi?
    E' una squadra che ha poco spessore, chiamiamolo psicologico, mentale. E' stata una stagione sulle montagne russe, sali e scendi. Sono passati da essere la squadra che giocava meglio a quella che aveva una grande difesa, per arrivare a quella che non vince più. Prima c'era Higuain che non funzionava, poi Piatek sembrava avesse risolto tutti problemi, ora il polacco è un problema. In questo scenario è importante avere una struttura, avere un'esperienza nell'affrontare i momenti difficili. Il Milan è una squadra che non ha questo tipo di background. In più evidentemente qualcuno non rispetta le regole. Il Milan deve prendere due-tre giocatori sul mercato, considerando la personalità più che l'aspetto tecnico.  Paragono il mio Milan alla Juve attuale. La Juve sceglie i migliori giocatori considerando il valore tecnico ma anche la professionalità. Questa è una delle forze della Juve di adesso: ci sono 8-9 giocatori che fanno rispettare le regole. La Juve in Italia fa scuola, con l'Inter che è sulla buona strada. 

    Non è stato semplice gestire il caso Icardi.
    L'affaire Icardi ha creato caos, ma va in una direzione precisa. L'Inter conta più di tutto. C'è l'Inter, non può esserci Icardi. Se è successo qualcosa che prima o poi verrà fuori, se hanno preso quella decisione è per tutelare l'Inter. Il gruppo è più importante, il gruppo esclude chi fa casino. E' stato una telenovela con i fuochi d'artificio perché Icardi non è da solo, ha scelto un procuratore preciso e inevitabilmente ne paga le conseguenze.

    Agnelli spinge per la Superlega, è davvero il futuro?
    La Juventus sta lavorando bene perché ha una visione globale del mercato. Ha una visione ampia che non tutti hanno. La Superlega non è una stupidaggine, i tifosi vogliono vedere Milan-Manchester United non Milan-Frosinone o Milan-Chievo, con il massimo rispetto per il Frosinone e per il Chievo. Credo che alla lunga la Superlega avrà il sopravvento. E' il mercato che ci porterà lì, il futuro è quello. Questo non vuol dire distruggere il calcio italiano, le squadre che giocano in Serie A dovranno ambire ad entrare nella Superlega. Io non vivo di passioni. Pensate alle finali di Nba, c'è una differenza pazzesca. Che spettacolo offrono? Si può fare un campionato nel quale mancano le prime cinque, perché oggettivamente sono di un livello superiore. La Superlega non è un mondo chiuso, darebbe possibilità di accesso a tutti. Non è sbagliato pensare a una Lega così. Non sono contro i campionati nazionali, se resta tutto così a me va bene. Ma bisogna considerare il mercato, con una fetta di tifosi che è esigente e preferisce Manchester United-Inter o Milan-Liverpool ad altre partite, per esempio.

    Cosa pensa del possibile abbattimento di San Siro?
    San Siro è stata casa mia, ma oggettivamente non è al passo con i tempi. Ha troppi problemi per essere un top stadio. Si formano, per esempio, le code perché ci sono pochi tornelli, per prendere un ascensore devi aspettare dieci minuti. A Barcellona o a Liverpool, per esempio, non è così. E' tutto più rapido, in un attimo passi dagli spogliatoi all'hospitality o alle lounge. San Siro evidentemente non può rispettare tutti i parametri per avere uno stadio funzionale e moderno.

    Conte all'Inter?
    Conte lo vedo bene ovunque. Sono molto contento che torni in Italia. Adesso c'è Ancelotti, tornerà Conte, magari Sarri. Sono personaggi importanti per alzare il livello del calcio italiano.

    Caso De Rossi, la Roma si è comportata bene?
    E' una scelta da azienda non da squadra, in pieno stile americano. De Rossi doveva aspettarsi una decisione del genere, quest'anno ha giocato poco per colpa degli infortuni, motivo per il quale per la Roma non è più utile. La proprietà giallorossa non ha capito però quanto sia importante avere una figura come De Rossi nello spogliatoio. Il gruppo e la squadra devono venire prima di tutto.


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