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Un nuovo caso per il calcio italiano che mette a confronto l'ordinamento sportivo e le ASL locali, con possibili condizionamenti sull'esito del campionato di Serie B e la corsa verso la promozione in A. Ad Empoli non è andata in scena, come da calendario, l'attesissima sfida tra i padroni di casa, capolisti con 59 punti, e il Chievo. Colpa dei numerosi casi di Covid riscontrati nei giorni scorsi nel gruppo guidato da Dionisi, che hanno già portato allo slittamento della partita contro la Cremonese del 2 aprile scorso. Match per il quale il club toscano si è giocato lo slot a disposizione, da protocollo sottoscritto a inizio stagione, in caso di un numero di positività al Coronavirus superiore a 8.

TROPPI CASI - Per questo motivo, sull'onda dei due celeberrimi precedenti verificatisi in Serie A con Juventus-Napoli e Lazio-Torino, il Chievo si è regolarmente presentato allo stadio "Castellani", a differenza di un Empoli impossibilitato a comparire per effetto della decisione assunta dalla ASL con competenza territoriale, che ha imposto l'interruzione di ogni attività sino al prossimo 7 aprile, quando si concluderà il periodo di isolamento imposto alla squadra. L'Empoli ha infatti registrato la presenza di un vero e proprio cluster, con 11 calciatori e due componenti dello staff tecnico positivi, mentre tutti gli altri sono risultati negativi anche all'ultimo tampone effettuato nelle scorse ore.
DECIDE IL GIUDICE - E ora che succede? Come ha già avuto modo di dichiarare il presidente della Lega Serie B Mauro Balata ("Credo che ci sarà un percorso che, come accaduto per altre gare di Serie A, interesserà gli organi competenti. La Lega non può sovrapporsi"), la palla passa ora al Giudice Sportivo di Serie B, che prenderà atto del referto dell'arbitro Orsato - che ha notificato la regolare presenza dei giocatori del Chievo e l'impossibilità dell'Empoli di rispondere alla "chiama" entro il 45° minuto - e dovrà decidere tra lo 0-3 a tavolino per i veneti, che presuppone il probabilissimo ricorso dei toscani, o passare la palla alla Procura Federale che, come in occasione dell'ultimo Lazio-Torino, potrebbe determinare di far recuperare la partita nella prima data utile riconoscendo la maggiore competenza in materia dell'autorità sanitaria locale.