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La Juve ha giocato male, molto male. Ma è riuscita a vincere il derby. E questo è un bene. Che con la memoria può riportare a quel 2015/2016, primo anno della Juve senza Pirlo, quella della falsa partenza e della risalita passata proprio da un derby vinto allo scadere con un colpo di fondoschiena griffato Juan Cuadrado, grande protagonista anche questa volta. Decisivi i cross del colombiano, che hanno premiato gli inserimenti di Weston McKennie e Leonardo Bonucci. Sono serviti i loro gol, centrocampo e difesa in tal senso stavano latitando. E anche questo è un bene per la Juve. Un male, invece, il fatto che gli attaccanti abbiano deluso. Una stecca può capitare anche a Cristiano Ronaldo, impossibile metterlo in discussione considerando numeri e peso specifico. Una prestazione senza né capo né coda di Paulo Dybala, a sua volta, in questa fase non fa più tristemente notizia: la Joya deve ritrovarsi, il tempo scorre e ancora non c'è riuscito, in casa Juve son tutti convinti che in ogni caso sia solo questione di giorni o di lampi. Piuttosto la domanda che è lecito porsi in questo momento è (anche) un'altra: e Dejan Kulusevski, che fine ha fatto?
SCOMPARSO – Il talento svedese era partito alla grande. Da spalla di Cristiano Ronaldo era riuscito a incantare al debutto con la Sampdoria, poi ha alternato prove buone ad altre meno buone scivolando sulla fascia con licenza di diventare trequartista. Fino a inanellare una serie di prestazioni negative, Kulusevski pur cambiando posizione non riesce più a cambiare marcia. La sensazione è che soprattutto giocando insieme a Dybala finisca per annullarsi con l'argentino, movimenti simili, mattonelle di partenza simili, spazi di gioco simili. Ma non è solo un problema di convivenza con l'argentino. In casa Juve uno dei tormentoni recita più o meno sempre questo concetto: l'impatto col mondo bianconero è difficile per tutti, la maglia pesa più di qualunque altra maglia, serve tempo ed esperienza. A stonare in questo caso è però il fatto che Kulusevski quell'impatto sembrava averlo assorbito alla grande, rispetto ad altri non ha pagato una falsa partenza. Piuttosto si è smarrito poco dopo. E giocando titolare o entrando a partita in corso, quanto proposto nelle ultime settimane non può bastare. Il tempo è dalla sua, ma per mantenere le promesse è meglio dimostrare quanto non sia mai troppo presto. Invece che iscriversi al club di chi ha sempre bisogno di un po' più di tempo.