“Fin da quando sei piccolo fantastichi di arrivare in Serie A. O a livelli professionistici. Ogni bambino appassionato di calcio culla questo sogno. Insieme a quello di scendere in campo in un Mondiale. Io ce l’ho fatta. Seppur per vie traverse”.

Grazie a Pavoletti, Perin, Laxalt, Arda Turan, Orsolini, Di Francesco, Napoleoni, Gollini, Zampano, Fiorillo, Acerbi. E a tanti altri.

Nicola Farina, titolare di Innhero, artista particolarmente apprezzato da parecchi atleti per la sua abilità nel creare fasce, parastinchi, t-shirt e pochette personalizzate, è stato colpito in prima persona dalla decisione delle Lega di omologare il riconoscimento per i Capitani delle varie squadre della massima Serie.

Il trentenne di Vasto, in esclusiva per calciomercato.com, spiega il suo punto di vista sulla vicenda, oltre a riportare quello dei calciatori. 
“Tutti vedono e parlano solo del lato legato al business. O di fasce come vezzi dei giocatori. Ma non è proprio così. Ci sono Onlus che marchiano il prodotto. Poi lo vendono all’asta. E il ricavato finisce in beneficenza. È l’esempio di Ildefons Lima, Capitano di Andorra, che con la sua associazione vuole fare del bene. Altri professionisti invece lanciano un messaggio per i propri fans. O per la famiglia. Vedi Perin, che per tutta la stagione scorsa ha indossato una mia creazione con il Grifone, la tifoseria, il numero uno e il suo soprannome. O Lepore del Lecce, che per ogni lavoro ha chiesto un riferimento ai supporters”. 

Per Farina di fatto “il calciatore diventa una macchina che deve fare il suo lavoro e basta”. Ecco perché riferendosi agli atleti si dice certo di come ora “sentano di non potersi esprimere”. Ecco il motivo per il quale “molti di loro si oppongono e criticano la scelta della Lega”. 
Una decisione che oggi vale solo in Premier, in Serie A e nelle partite ufficiali delle Nazionali: “Lima ha indossato una fascia personalizzata nelle prime due partite giocate da Andorra. Poi è stato richiamato dall’UEFA. Se ci fosse qualcosa di offensivo sarei il primo a parlare di un giusto divieto. Ma non è proprio il nostro caso…”. 

Da metà del 2014 i lavori di Farina, grazie al passaparola, hanno ottenuto sempre maggiori consensi. “Lucioni del Bevenento ha battezzato la fascia personalizzata in Serie B. Memushaj prima, e Brugman poi, hanno seguito il suo esempio al Pescara. Ma posso citarne davvero tanti. I parastinchi di Laxalt e Obi al Mondiale russo. Quelli di Pavoletti o Zampano. Il capello di legno per Adebayor. La fascia di Alessandro Lucarelli nel giorno della Promozione del Parma in A. Il logo disegnato all’ex Samp Torreira è diventato un’insegna per la sua attività di macelleria in Uruguay. Attraverso le mie creazioni gli atleti esprimono la propria creatività. Ecco perché senza fare riferimenti specifici posso però affermare che siano increduli per quello che è successo”.

Con i lavori di Farina che quindi potranno essere sfoggiati solo all’estero: “Angella, ex Udinese, ora in Belgio, aspetta dei parastinchi. C’è una sorpresa pure per Emre, ex Inter. E per altri…”.

Sempre però che non siano Capitani tesserati in Italia o nel Regno Unito.