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Il Barcellona è una polveriera. L'avventura di Josep Maria Bartomeu come presidente del club catalano è ormai arrivata al capolinea: il 57enne è a un passo dalle dimissioni, che dovrebbero arrivare nella giornata di oggi, dopo sette anni alla guida e a solo un giorno di distanza dalla sfida di Champions contro la Juve, in scena a Torino mercoledì. Lo stesso vale per gli altri componenti del Consiglio direttivo: la crisi è profonda, sia dal punto di vista economico che dei risultati.

LA CRISI - Decisivi i cattivi rapporti fra squadra e dirigenza,
che l'estate scorsa culminarono con l'epurazione tecnica: via l'allenatore Quique Setien e il ds Eric Abidal, con i mal di pancia di Messi e Piqué, due fra i calciatori più rappresentativi, e con le cessioni di Vidal e Suarez. Bartoumeu, criticatissimo da tifosi, se ne va: ma chi arriva al suo posto? 
LE MOTIVAZIONI - Secondo Sport, da sempre molto vicino alle vicende di casa Barcellona, le dimissioni arriverebbero in segno di protesta contro la decisione del governo catalano, che avrebbe respinto la richiesta del club di posticipare il referendum in programma il prossimo 1 e 2 novembre nel quale i soci blaugrana voteranno la sfiducia proprio al presidente. I blaugrana, di fronte all'emergenza Covid (da marzo a oggi circa 800 soci hanno perso la vita), hanno infatti chiesto al Segretario per lo Sport e l'Attività Fisica della Generalitat de Catalunya di rinviare la riunione al 15 novembre per garantire una maggior sicurezza dei partecipanti, molti di loro ultrasassantenni, ma la proposta è stata rispedita al mittente perché non ci sarebbe "alcun impedimento legale o sanitario".