Uno dei dati più allarmanti dell’estate 2010 è il numero totale di abbonamenti in calo nei club professionistici. Un alibi grosso viene dalla crisi economica, cui le società hanno provato a far fronte calando i prezzi, ma se le strutture degli stadi rimangono fatiscenti, è ovvio che il cliente-tifoso non è attratto dal prodotto calcio. Ci sono squadre che hanno rinforzato anche le proprie rose ma un po’ la possibilità di vedere i match sulle tv satellitari, a costi più bassi e con meno svantaggi dello spostarsi in un impianto calcistico, un po’ la novità tessera del tifoso, cui nessun club ha provveduto di spiegarne effetti e del perché è stata applicata dal Ministero degli Interni, porterà il prossimo anno a vedere stadi praticamente vuoti e, nel corso del tempo, come ha dichiarato Gigi Cagni, ad avere un prodotto svalutato, che si renderà nel tempo poco attrattivo anche dai media televisivi.

Ma torniamo al fatto che molti decidono di vedere la partita in televisione. Qual è un altro fattore che ha spinto anche il tifoso più acceso a rinunciare a sottoscrivere un abbonamento? Il fatto che sempre più spesso gli orari delle partite sono decisi all’ultimo momento e, causa anticipi e posticipi, si vada allo stadio al freddo e al gelo di inverno, o a temperature equatoriali d’estate. Capite le esigenze delle tv che ci tengono a queste benedette partite ad orari sfasati e, pur rimpiangendo le vecchie domeniche in cui si giocava tutti alla stessa ora, alle 14 di inverno e alle 16 d’estate, ora che i calendari sono stati resi pubblici ieri, dopo l’ennesima ‘farsa’ del prevedere giornate senza facilitazioni, perché per evitare un'altra ecatombe futura di tifosi non si stabiliscono fin da ora tutti gli anticipi ed i posticipi?

Io, tifoso della Sampdoria che ho un amico che si vuole sposare domenica 12 dicembre, posso sapere già oggi se in quella data Cassano e compagni giocheranno alle 15, alle 20:30, nella novità 12:30, quindi con pranzo al sacco, o posso fare con calma visto che il match dei doriani si disputerà il sabato? E’ chiedere troppo evitare di ripetere la scena più comica dell’anno scorso di organizzare Fiorentina-Milan il 19 dicembre, alle 20:30, senza la possibilità di giocarla il giorno dopo, perché i poveri brasiliani rossoneri avevano il biglietto per le vacanze già prenotate? Con l’aggiunta che poi il match fu posticipato a fine gennaio una prima volta, poi una seconda a metà febbraio, con orario deciso dalla squadra ospitata, e cambio di arbitro.

Farci sapere oggi a che ora andare allo stadio, da agosto a giugno, toglierebbe tanti cattivi pensieri, alibi al tifoso occasionale e soprattutto permetterebbe di organizzarsi in questo caos in cui il supporter è sempre meno agevolato nei suoi movimenti. Naturalmente consigli che, come quelli sulla rinascita del calcio in Italia, non saranno seguiti, con il rischio concreto di vivere il pallone sempre più come un prodotto per pochi. Una sconfitta per tutti, cui si può cercare invece di rimediare fin da oggi. Basta poco, come puntare una sveglia.