Il grande gelo: non quello portato da Burian in Italia qualche settimana fa, ma quello che si respira in Russia tra Roberto Mancini e lo Zenit. Una prima parta di stagione da leader indiscusso per il club di San Pietroburgo, un ambiente carico e compatto attorno al proprio allenatore. Poi il crollo a fine settembre: la clamorosa eliminazione al quinto turno di coppa nel derby cittadino, il declino in campionato costante nel finale di 2017 e proseguito in questo avvio di 2018 (due sole vittorie nelle ultime undici partite, nessuna nel nuovo anno) con i tre pareggi consecutivi che hanno portato lo Zenit alla caduta dal secondo al quinto posto in classifica. A questo si aggiunge la delicata situazione in Europa League: ko nell'andata degli ottavi contro l'RB Lipsia (2-1), tutto si gioca al ritorno in cui lo Zenit sarà costretto a vincere per passare il turno.

CONTESTAZIONE E REAZIONE - Crisi di risultati? Di pari passo va l'umore dei tifosi, ora in rotta con il proprio tecnico: comincia ad avere seguito su Twitter l'hashtag #Manciniout e dallo stesso Mancini è arrivata la reazione, non troppo composta. Mandato senza giri di parole a 'fa'n'cu...' da un tifoso su Instagram, l'ex allenatore dell'Inter ha risposto a tono: "Tu e tua sorella". Perso il consueto aplomb, un evidente segnale di nervosismo che potrebbe preannunciare la separazione al termine della stagione.



MA PER LA NAZIONALE... - Non è un mistero che tra le ambizioni di Mancini per il futuro ci sia la Nazionale e gli stessi vertici della Figc (Fabbricini, Costacurta) non hanno nascosto che il suo nome sia nel pool ristretto di candidati per prendere quel ruolo ora occupato da Di Biagio. Il momento sembrerebbe quello propizio per lasciare lo Zenit e la Russia e lanciarsi in una nuova avventura, ma tra Mancini e l'Italia si è recentemente intromesso un nuovo, ingombrante ostacolo: Carlo Ancelotti. Se negli ultimi mesi l'ex allenatore di Milan, Chelsea, Psg, Real Madrid e ultimo il Bayern Monaco, aveva sempre chiuso all'ipotesi privilegiando la possibilità di sedersi sulla panchina di un altro club, la recente apertura cambia le carte in tavola e, visto il suo status da 'svincolato', potrebbe favorire la sua candidatura rispetto agli 'occupati' Conte e Mancini. Le porte dello Zenit possono aprirsi per l'addio a fine stagione, ma quelle della Nazionale potrebbero essere aperte per un altro candidato: nel gelo russo, settimane calde per il futuro di Mancini.

@Albri_Fede90