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Una settimana senza CR7. Ma veramente se ne è voluto andare Ronaldo o la Juve non aspettava altro? Ed è stato un bene o un male? I giudizi non sono unanimi. C'è chi come il nostro Direttore, Agresti, pensa che, alla fine, ci abbiano rimesso tutti e due. C'è chi, come lo juventino-juventinologo doc Chirico, pensa che la Juventus sia stata costretta in un angolo a subire la volontà del calciatore e del suo agente. Tutto questo, in parte è vero, in parte no. 

Anzi, cominciamo proprio da qui: davvero Ronaldo è fuggito, lasciando sotto scacco i bianconeri? Andiamo indietro di quasi due mesi a poco prima degli Europei. Alla Juve, fra diplomazie di rito (sempre necessarie) facevano capire soprattutto una cosa: se Ronaldo vuole restare, resta, altrimenti verrà venduto. Il balletto di CR7 e Mendes è stato più lungo del previsto, gli acquirenti non correvano in frotte, Allegri faceva melina ("se resta, resta"): non erano dichiarazioni d'amore, c'era, soprattutto, ancora un anno di contratto da onorare. 

Alla fine, se la vediamo da un altro punto di vista, Ronaldo è stato venduto. A questa Juve è convenuto? Pensiamo di sì. Allegri pensò subito allo "squilibrio" portato in dote dall'avvento del campione con tanto di modulo personale (gioca solo a sinistra, si accentra e cerca la sponda, poi tira). Sarri lo andò a trovare col cappello in mano, per sentirsi dire le stesse cose, ma soprattutto a squilibrarsi fu il bilancio
Come sono stati questi tre anni ronaldeschi? Cosa hanno aggiunto? In termini numerici hanno sottratto: 3 mediocri Champions e 2 scudetti, con un quarto posto risicato. Il costo lordo? 180 milioni. Non era stato preso per vincerla la Champions? E la Juve senza Ronaldo non aveva sommato scudetti su scudetti, passeggiando nel campionato? E' vero, CR7 ha segnato a ripetizione e colto la palma del capocannoniere (tutti i rigori e le punizioni tirate: bene nel primo caso, male nel secondo). Ma, diciamolo, non è per questo che si piglia uno come lui. 

Tecnicamente, né Allegri, né Sarri, né Pirlo sono riusciti a fare quello che si sarebbe dovuto fare: sinergia reciproca tra la squadra e il grande attaccante. Ronaldo accentra troppo la manovra e, complici gli infortuni, cannibalizza Dybala. Forse appesantita dall'ingaggio principesco, la Juve prova a risparmiare sul centrocampo e non si cura del problema terzini. Vara il fantasioso scambio Pjanic-Arthur, prende Ramsey a parametro zero. Certo, De Ligt e Chiesa sono buoni colpi, ma invece di una sinergia virtuosa è una sinergia viziosa. Anche la grande fatica con cui si è acquistato Locatelli sembra far presentire la "zavorra" economica dei 60 milioni annui rappresentata da Ronaldo

Hanno funzionato i contatti social, la vendita delle magliette, ma la Juve è riuscita, tramite Ronaldo, a diventare una squadra di punta, moderna, un punto di riferimento per il calcio contemporaneo? La ditta Ronaldo e la ditta Juventus non si sono mai sposate fino in fondo, come se la squadra e la società non fossero riuscite a spalmare a dovere, rendendo un vero valore aggiunto uno sconfinato individualismo. Non sapremmo individuare fino in fondo di chi siano le maggiori responsabilità di un connubio, che i numeri e i risultati non possono definire ottimale. 
Pensiamo che con i 15 milioni incassati dalla Juve questa partenza non sia così deleteria. Non è da Ronaldo che questa Juventus poteva ripartire