Ho voluto aspettare anche il risultato del Verona prima di commentare lo strano pareggio di sabato contro l’Atalanta. Strano, prima di tutto, per le condizioni metereologiche in cui si è sviluppato: vento forte, pioggia battente (fino a un certo punto della gara) e terreno viscido e pesante hanno influito molto su un match che prometteva di far vedere qualcosa di interessante; strano, anche, perché è maturato solo nelle battute finali, quando in molti tra gli spettatori stavano lasciando il loro seggiolino per evitare di prendere altra inutile acqua. Strano anche per i due gol, viziati da errori personali (quello di Berisha) e da carambole fortunate (quello di Palomino). Un punto strano, amarognolo inizialmente, diventato dolcissimo invece alle 16.50 di ieri, cioè al triplice fischio di Samp-Hellas terminata 2-0. Nel mini girone infernale per la salvezza, il Crotone ora guida a 21, +4 e +5 su spallini e scaligeri, e tanto basta per ricordare con meno disprezzo il tempo da cani di un weekend calabrese. Il campionato pitagorico è tutto qua, deve essere tutto qua, stare davanti fino alla fine a queste due squadre, anche se Chievo e Sassuolo sono a uno schiocco di dita. Strano essere lì per due compagini ben equipaggiate come le succitate. 

Strano vedere Ajeti, difensore rude e crudo, prendere il posto di Barberis, metronomo dai piedi di velluto, e non sfigurare nella stessa posizione, anzi. La cosa più strana, e anche più bella, della partita. Un colpo geniale quello di Zenga: inserire lo stopper albanese, non mutando assetto tattico, ha regalato fisicità e vigore alla mediana nel momento in cui c’era da mettere fieno in cascina, senza far abbassare troppo il baricentro della squadra. Il centrale balcanico si è reso protagonista anche nell’azione del vantaggio, fornendo a Mandragora un pallone che doveva essere solo spinto in porta; in quest'occasione, forse, sarebbe meglio benedire la topica di Berisha che l'intuizione dell’Uomo Ragno. La fortuna, però, sposa gli audaci.

Ora Benevento, sperando che lo strano diventi normale, considerato che questo Crotone è molto più forte e organizzato di questa Strega, anche se al ‘Vigorito’, ultimamente, il passaggio si è fatto meno agevole. Poi sarà tempo di pensare alla finale anticipata proprio contro la Spal, da giocare allo ‘Scida’, per chiudere virtualmente il discorso salvezza già a fine febbraio. Un pensiero che non mi tormenta quello di risolvere la pratica 'permanenza' prima del tempo, ancor di più se rammento quello che è successo lo scorso anno tra rossoblù ed Empoli. Un pensiero eccitante, per carità, eccitante e forse un po’ strano per chi è abituato a lottare fino alla fine.