73
Sotto certi aspetti, Napoli-Juventus ha rappresentato una partita chiave per la stagione dei bianconeri. Decisiva quantomeno per qualche giocatore. Perché dopo la sfida con il San Paolo, sono cambiati anche i piani degli ultimi giorni di mercato. È stata la gara che ha spazzato gli ultimi dubbi di Maurizio Sarri riguardo un assetto tattico come quello con il trequartista, almeno per ora, per esempio. Da lì in poi si sarebbe giocato col tridente ampio, pronto a diventare 4-4-2 in fase di non possesso. Con Juan Cuadrado unica reale alternativa sotto questo punto di vista a Douglas Costa e in assoluto nuovamente in difficoltà nel dover fronteggiare degli attaccanti puri da terzino destro. Ecco quei motivi di campo che hanno prevalso sul bilancio, con la brusca inversione di rotta sullo scambio ormai fatto tra il Psg e la Juve, con al centro Mattia De Sciglio e Lavyin Kurzawa: il terzino mancino che potesse essere un vice Alex Sandro restava una richiesta di Sarri, ma non a costo di rinunciare ad almeno un terzino destro puro, considerando come Danilo si fosse nuovamente fermato per un guaio muscolare. Resta De Sciglio, aspettando Danilo e si sposta Cuadrado di nuovo in attacco se necessario. La fragilità di Douglas Costa lo ha reso necessario ben presto.
IL JOLLY – Intanto, tra quelli che potevano sembrare appartenenti al gruppo dei “fedelissimi” di Max Allegri, è proprio Cuadrado a essere quello che più ha convinto Sarri a puntare su di lui, forse al pari di un Sami Khedira bloccato dal mercato in uscita ma poi fermato da nuovi infortuni. I problemi fisici di De Sciglio e Danilo hanno agevolato l'evoluzione di Cuadrado in terzino, ora le circostanze lo stanno riportando al suo originario dopo qualche puntatina anche da mezzala. Dove serve, quando serve: lui è sempre presente. E per esserci in estate aveva pure detto di no ai milioni, tanti, in arrivo dalla Cina. Fedele alla causa, non solo a un allenatore.