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"Sono juventino ma sono pronto a fare un’offerta d’acquisto per il Torino. Le condizioni imprescindibili sono due: che Cairo voglia vendere, e che il sindaco Appendino mi conceda la possibilità di acquisire lo stadio”. Parole questo pronunciato da Nunzio D’Angieri, detto Pupi, proprio come il capocannoniere per eccellenza della storia del Toro Paolo Pulici. Un nomignolo dovuto alla fede granata del nonno materno, uno degli italiani costretto a fuggire in America negli anni ’40 dopo aver sposato una donna ebrea. 

CHI E' NUNZIO D'ANGIERI - Ma chi è Nunzio ‘Pupi’ D’Angieri? La sua storia inizia da Torino, perché per volontà proprio del nonno i suoi genitori sono poi tornati in Italia: ha frequentato una scuola gesuita e, dopo il diploma di terza media, si è trasferito in Svizzera per studiare in un prestigioso collegio. Poi l’America, per frequentare la Boston University: l’inizio della carriera da avvocato a New York che lo ha poi portato in Libia dove ha incontrato il suo vecchio compagno di stanza al collegio svizzero, che nel frattempo era diventato capo del gabinetto di Yasser Arafat. Un incontro che gli ha cambiato la vita, perché per oltre 20 anni ha collaborato proprio con il leader palestinese, accompagnandolo anche durante alcuni storici incontri, come quello con Fidel Castro a Cuba, con Papa Giovanni Paolo II e alla cerimonia nella quale gli è stato consegnato il Premio Nobel per la Pace. Nunzio ‘Pupi’ D’Angeri con le truppe palestinesi ha partecipato negli anni ’70 anche alla guerra civile in Angola e porta sul ventre i segni del conflitto: una vistosa cicatrice dovuta a un colpo di machete. 
Ora è l’ambasciatore per gli Affari europei del Belize, oltre ad aver diversi interessi nello stato caraibico. Nel 2017 la rivista Forbes lo ha inserito al 601° posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo. 
D'ANGIERI CHIAMA, CAIRO RISPONDE? - Prima a Tika Taka, poi a Tuttosport, Nunzio ‘Pupi’ D’Angieri ha manifestato la propria volontà di acquistare il Torino e di essere interessato al business legato allo stadio di proprietà: sotto questo punto di vista dovrebbe trovare la massima disponibilità a trattare da parte del Comune, considerato che anche nelle scorse settimane l’Assessore allo Sport, Roberto Finardi, ha proposto a Cairo di acquistare l’impianto (ma il patron granata non è interessato all’investimento), resta da capire se il presidente del Torino sarà disposto ad aprire una trattativa. “Non resterò al Toro a vita, ma lo cederò soltanto a uno migliore di me” aveva dichiarato nelle scorse settimane.