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"Paese che vai, calciatore che trovi". Il classico proverbio può essere applicato anche al calcio, in maniera positiva ma anche in maniera negativa: quante volte è infatti successo nella storia di vedere calciatori abulici, senza entusiasmo e privi di mordente in un campionato e poi vedere gli stessi calciatori totalmente trasformati in un'altra nazione?

I 'CASI' MORATA ED ERIKSEN
- Lo stile di vita, il carattere, il cibo, persino il modo di dormire e la compagnia possono cambiare in meglio o in peggio la resa di un interprete, in modo da farlo risplendere o da gettarlo nello sconforto: ne sanno qualcosa Alvaro Morata, "nemo profeta in patria", inesistente in Spagna e decisivo in Italia con la maglia della Juve, e Christian Eriksen, da finale di Champions in Inghilterra con il Tottenham e riserva nell'Inter di Antonio Conte.

IL FALLIMENTO DI BERGKAMP ALL'INTER -
Eloquenti alcuni casi del passato. Dennis Bergkamp nell'estate del 1993 venne acquistato dall'Inter per 18 miliardi di lire, in coppia con il compagno di squadra Wim Jonk: all'epoca il campionato italiano era il più ambito del mondo, e Dennis rifiutò una proposta di Johan Cruijff e del Barcellona, per giocare con i nerazzurri. "L'Italia mi affascinava - dichiarerà in seguito - e nel Milan non volevo andare, perché c'erano già Gullit e van Basten. Scelsi l'Inter, preferendola alla Juventus". Purtroppo il periodo trascorso a Milano è il più buio della sua carriera: durante la stagione d'esordio non riuscì ad andare in gol per ben sei mesi. I rapporti con i compagni non furono buoni, soprattutto quello con Ruben Sosa, che lo chiamava "Denise" per il suo carattere schivo e per il suo modo di "danzare" sul pallone. I tifosi presto lo scaricano, e Moratti è costretto a venderlo all'Arsenal per poco più di sette milioni di sterline: "Sarete fortunati se farà più di 10 gol!", questo il monito che rivolse l'ex patron dell'Inter a Bruce Rioch, allenatore dei Gunners. Come è andata lo sappiamo tutti: in Italia pulcino, in Inghilterra leone. Ma c'è un altra storia. 
EDMUNDO, IL RE DEL CARNEVALEIl 9 Luglio 1997 la Fiorentina raggiunse l’accordo col Vasco da Gama e concluse l'acquisto del brasiliano Edmundo, per una cifra vicina ai 13 miliardi di lire. Contratto di tre anni, due miliardi e mezzo di lire a stagione. Quell'anno, prima di trasferirsi nel Bel Paese, il neoviola vinse  la graduatoria dei cannonieri e ricevette il premio come miglior giocatore della stagione in Brasile. Accolto dai tifosi fiorentini come il Messia, entrò da subito in polemica con Malesani. Feeling mai nato, con 'O’ Animal'  che a febbraio si imbarca su un aereo diretto a Rio de Janeiro, per trascorrere in patria il carnevale, prima di rientrare solo a fine marzo, ed essere multato da Cecchi Gori. Così anche l'anno seguente con Trapattoni, prima del ritorno in Brasile, dove riprese a fare faville. La seconda opportunità in Italia, nel Napoli, andò ancora peggio di quella in Toscana. Paese che vai, calciatore che trovi.

@AleDigio89