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  • Da Bugo a Ibra e i cantanti 'tifosi': al via il primo Sanremo dell'era Covid, l'edizione più calcistica di sempre

    Da Bugo a Ibra e i cantanti 'tifosi': al via il primo Sanremo dell'era Covid, l'edizione più calcistica di sempre

    • Vanni Paleari
    Da Bugo a Ibra, passando per una pandemia, la crisi del settore musicale e le solite immancabili polemiche. Inizia stasera la 71esima edizione del Festival di Sanremo, che lo scorso anno ha rappresentato l’ultimo sprazzo di vecchia normalità “televisiva” in un mondo destinato a cambiare.

    Quella del 2021 sarà una delle edizioni più “calcistiche” di sempre della kermesse. A partire, ovviamente, da Zlatan Ibrahimovic, super ospite di tutte le serate sanremesi. Lo svedese, stando a quanto svelato dal direttore artistico Amadeus nella conferenza stampa di ieri pomeriggio (dove è stata annunciata anche la presenza di una Laura Pausini fresca vincitrice di Golden Globe), duetterà con l’amico Sinisa Mihajlovic sulle note di "Io Vagabondo" dei Nomadi e sarà anche protagonista di alcuni sketch con Fiorello sulla rivalità Inter-Milan. Una presenza, quella di Ibra, che probabilmente troverà il suo senso più nel numero di parole spese nel pre-partita che non nello spessore di quanto potrà emergere dalla sua presenza a gara in corso.

    Poi ci sono i cantanti, una griglia di partenza che mai come quest’anno è composta da tifosi e simpatizzanti: dagli juventini Bugo e Francesca Michelin all’interista Gio Evan, passando per Ghemon tifoso dell’Avellino, Davide Toffolo simpatizzante del Pordenone, la milanista (fan di Gigio Donnarumma) Malika Ayane, la romanista Noemi e il fenomeno Madame, giovanissima artista vicentina che con il suo singolo del 2018 Sciccherie ha conquistato addirittura Cristiano Ronaldo. Anche tra le “Nuove proposte” ci sarà un derby calcistico tutto giallorosso tra WrongOnYou e Avincola: calciatore mancato il primo, tifoso-cantante con tanto calcio nei testi il secondo (la canzone che porta in gara si intitola Goal!).

    Su tutti spicca, però, Willie Peyote, grande tifoso del Torino, che in passato ha dedicato una canzone all’ex capitano granata Glik. Il rapper torinese non solo è tra i favoriti della kermesse per i bookmakers (più quotati di lui solo il duo Colapesce e Dimartino, i Maneskin e proprio la Michielin con Fedez) ma anche l’artista con il testo più vero, arrabbiato e ricercato in gara, che non manca di provocare e far riflettere su cosa sia considerato prioritario oggi in Italia. “Riapriamo gli stadi ma non teatri né live, magari faccio due palleggi, mai dire mai”, scrive nel testo della sua "Mai dire mai (La Locura)", destinata a provocare e far riflettere, come proprio Willie aveva già preannunciato nel 2017, quando in "A Vanvera" cantava “sai, non discrimino, andrei pure a Sanremo, perché convincere chi è già d’accordo è facile, scemo”. Con tanto calcio e il solito scarso palinsesto concorrenziale, siamo certi che l’unico ostacolo tra Amadeus e un buon risultato in termini di ascolti tv possa essere rappresentato solo dal turno infrasettimanale della Serie A. 

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