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"Non punterei nemmeno un centesimo su un mio futuro da allenatore. E' un lavoro che non mi entusiasma, prevede troppi pensieri e uno stile di vita esageratamente simile a quello dei calciatori. Ho già dato. Rivoglio indietro, almeno in parte, una parvenza di vita privata. Di Conte ne esiste uno solo e va bene così": parole e musica del nuovo tecnico della Juventus, Andrea Pirlo, nell'autobiografia scritta dopo il ritiro, "Penso quindi gioco", pubblicata sette anni fa. Nel 2020 il Maestro si siede per la prima volta in panchina, iniziando dal top in Italia e in Europa, una squadra che deve vincere il decimo scudetto di fila e la Champions League. Obbligatoriamente.

IL PATENTINO, I MODELLI E LA VOGLIA DI PROTAGONISMO SENZA GAVETTA -  Le situazioni e le vedute cambiano durante il processo di maturazione di un uomo: il patentino di allenatore preso a settembre 2018 fa capire come già da qualche tempo Pirlo pensi a una vita in panchina. L'ammirazione per Conte, i modelli Guardiola e De Zerbi, la voglia di incidere come Klopp: a 41 anni compiuti l'ex Campione d'Europa con il Milan ha deciso di provare l'unica vita da protagonista una volta che ti ritiri dal rettangolo verde, quella del mister. Un cambiamento che ha coinciso con il poco entusiasmo per la carriera da commentatore televisivo, una gavetta che non ci sarà, come per alcuni colleghi, anche di altre epoche: gli ultimi grandi centrocampisti a effettuare questa scelta, Steven Gerrard e Frankie Lampard, hanno comunque fatto esperienza nelle giovanili del Liverpool e nel Derby County, prima di allenare Rangers e Chelsea.
I DEBUTTANTI D'ORO, DA ERIKSSON A VIALLI - In passato altri debuttanti si sono rivelati da subito grandi allenatori, capaci di vincere alla prima esperienza o di essere protagonisti: dai ventotto anni di Julian Nagelsmann, che parte al timone delle formazioni giovanili dell'Hoffenheim per poi arrivare al Lipsia, ai ventotto del gallese Nigel Adkins, che divenne allenatore del Bangor City mettendo in bacheca i titoli 1993/1994 e 1994/1995, a 29 e 31 anni.  La lista dei giovani allenatori vincenti al debutto non è finita: a 33 anni, 213 giorni André Villas-Boas vince l'Europa League col Porto; a 33 anni, 308 giorni Gianluca Vialli la Coppa delle Coppe nel 1998 col Chelsea; a 34 anni, 102 giorni Sven-Göran Eriksson la Coppa Uefa nel 1982 con il Göteborg. Insomma, un'ottima compagnia: ma dalla vittoria al troppo stress il passo è breve. 

@AleDigio89