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“L’Inter è favorita per lo scudetto”. Lo dicono tutti dopo il successo contro la Juventus, ma molti lo pensavano già all’inizio del campionato, a cominciare da Capello. E poi si ripete - l’Inter non ha impegni di coppe e potrà pensare soltanto allo scudetto, con il vantaggio di avere un allenatore che ha vinto tanto in campo e in panchina. Tutto vero, ma fino a un certo punto perché il calcio non è una scienza esatta e infatti tutti i numeri che accompagnano ogni partita spesso si rivelano grandi bugie che non rispecchiano il risultato, come quelli sul possesso-palla, sui passaggi riusciti, o sui chilometri corsi. L’unica cosa che conta è il verdetto del campo, con le variabili legate a molti fattori spesso irripetibili e soprattutto inimmaginabili. E allora, partendo proprio da questa verità, perché non si può andare controcorrente e dire che la squadra favorita per lo scudetto è il Milan?

A 90’ dalla fine del girone d’andata, ci sono almeno cinque motivi per pensare che i rossoneri rimarranno davanti all’Inter anche il 23 maggio dopo l’ultima partita. E sarebbe davvero il massimo per i rossoneri, ripensando all’umiliante 0-5 della stagione scorsa, festeggiare lo scudetto meno atteso proprio a Bergamo. In attesa di sapere se davvero sarà così, il Milan non ha soltanto tre punti più dell’Inter, quelli in pratica guadagnati nel derby già vinto 2-1 con doppietta di Ibrahimovic. Proprio lui, infatti, rappresenta il primo motivo a vantaggio del Milan, perché ha dimostrato di incidere più di Lukaku, in campo e fuori, simbolo di una squadra che ha sempre segnato almeno due gol a partita, tranne nell’unica sconfitta (1-3) con la Juventus.

Ibrahimovic è determinante quando c’è, come ha dimostrato con la sua ultima doppietta a Cagliari, ma contro ogni previsione non è stato rimpianto quando non c’era, al contrario di quanto è successo all’Inter senza Lukaku e ancora di più alla Juventus senza Ronaldo. In assenza di Ibrahimovic, ma anche di Kjaer, Bennacer, Leao, Hernandez, Rebic e Calhanoglu il Milan ha continuato a vincere dimostrando di avere un gioco collaudato, grazie alle lezioni e alla serenità di Pioli, che non ha mai cercato alibi.
Una prova di forza che ha dato fiducia a tutta la squadra e rappresenta il secondo punto a favore rispetto all’Inter, nei confronti della quale il Milan ha un terzo, grandissimo, vantaggio: quello cioè di non dover vincere a tutti i costi lo scudetto. Arrivare dietro l’Inter, infatti, non sarebbe un fallimento, mentre lo sarebbe sicuramente a parti rovesciate. Senza la pressione psicologica di dover vincere a tutti i costi, che non a caso Conte cerca sempre di allontanare, il Milan può inoltre giocare libero dai condizionamenti più o meno inconsci che invece possono provocare nell’Inter le voci sempre più insistenti sul cambio di proprietà e sulle difficoltà di saldare gli stipendi. Grazie alla solidità del fondo Elliott, i rossoneri non hanno il minimo problema economico e sia l’allenatore, sia i dirigenti, possono lavorare tranquillamente.

Proprio questa situazione invidiabile ha fruttato come conseguenza un mercato non riparazione ma di potenziamento, che rappresenta l’ultimo ma non meno importante motivo a favore del Milan. Mentre l’Inter non può prendere nessuno, il Milan sta per vincere 4-0 su fronte degli acquisti, se arriverà anche Firpo, dopo Meitè, Mandzukic e Tomori. E’ vero che il Milan sarà impegnato anche in Europa League e quindi i rinforzi servono per garantire un adeguato turnover, ma questa campagna acquisti è soprattutto la prova che per la proprietà l’appetito vien mangiando e quindi vuole puntare al bersaglio grosso, mai così importante dopo i nove scudetti consecutivi della Juventus, anche perché in un colpo solo sarebbe un clamoroso dispetto anche all’Inter. Capito perché è sbagliato continuare a non considerare il Milan favorito?