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Con Kvaratskhelia e Leao, ma anche Milik e Dybala: c’è un centrosinistra che vince, almeno nel calcio. Sarà un caso, ma le squadre che si stanno prendendo la classifica (Napoli e Milan) o riprendendo l’antica dignità (Juventus e Roma), hanno i giocatori superstar che agiscono proprio lì: sulla fascia sinistra o zone limitrofe.


Con Kvara è evidente: giocatore che trascina se stesso e gli altri. Una volta si chiamavano “scorribande”, le sue. E malgrado la parola sia da boomer, i giovani capiscono eccome, basta vederlo giocare. E’ sufficiente annotare anche le prodezze di Leao, per capire quanto sia determinante nel Milan. Sarà un caso - o magari no - ma il talento portoghese non era in campo nella sconfitta proprio contro il Napoli.
Milik e Dybala sono meno geolocalizzati a sinistra, ma comunque decentrati rispetto ai centravanti. Lo juventino è il link che unisce Vlahovic a tutta la squadra, e in più segna con eccellente media-gol in rapporto ai minuti giocati. Il romanista, guarda caso assente nella sconfitta casalinga con l’Atalanta, in campo spazia dove e come gli pare. Anche loro, comunque, giocano in circonvallazione per evitare il traffico del centro area.

Qui viene in mente il giocatore che lo scorso anno aveva pilotato l’Inter proprio dalla fascia sinistra. Perisic, certo. Proprio lui. Quello perso a parametro zero e rimpianto al confronto dei milioni spesi per Gosens. Quello che manca più di tutti, anche perché poi c’è un Correa che nell’Argentina gioca pressappoco lì. Invece nell’Inter gioca pressappoco e basta. Ma questo è un altro discorso. Che porta lontano. E allontana sempre più Inzaghi dall’Inter.



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