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Esclusi dal Regno Unito ed esplosi in quello che una volta era l’Impero Romano. E’ quanto accaduto in questi anni a tanti giocatori “scartati” troppo presto dalla Premier League ed esplosi alla Roma. Il Deus ex machina è stato spesso e volentieri Franco Baldini. E l’ultimo regalo del dirigente ombra è stato quel Pedro che oggi fa parlare spagnolo pure i pochi pizzardoni rimasti a Piazza Venezia a dirigere un traffico che non c’è più. La Britannia giallorossa è costata decisamente poco: 60 milioni per otto giocatori, anzi più precisamente 62,5. Praticamente 20 in meno di quanto l’Inter ha pagato il solo Lukaku. E parliamo di giocatori che nel corso della loro carriera sono entrati quasi tutti nella lista del pallone d’oro. Ecco la colonia degli esclusi di successo

AFFARI A ZERO O POCO PIU' - Partiamo dagli svincolati che a Roma non sono venuti affatto a svernare. L’esempio più dominante è Maicon. Il terzino del Triplete interista è arrivato a parametro zero. Al Manchester City, dopo appena un anno, lo avevano bollato come finito tanto da regalargli il cartellino. Nella Roma di Garcia diventerà a spanne il miglior terzino destro di dieci anni di Roma americana. Un Maicon versione interista che durerà un anno e mezzo. Leggermente più duratura la batteria di Aleksandar Kolarov che arriverà nel 2017 sempre dal City per 5 milioni e stupirà tutti nella sua prima annata in cui la Roma arriverà a ridosso della finale di Champions League anche grazie alle infilate e ai gol dell’ex laziale. Diciannove reti e tante polemiche è il lascito del serbo passato qualche settimana fa all’Inter.  Ma l’investimento all’epoca fu più che azzeccato. Nei giorni in cui Kolarov svuotava l’armadietto ecco che Pedro varcava i cancelli di Trigoria. Lo spagnolo non ha rinnovato col Chelsea dove negli ultimi mesi trovava meno spazio di quello che chiedeva. Il fenomeno di Tenerifenon è affatto venuto in vacanza pre-pensione. E lo ha dimostrato in questo primo scorcio di campionato al fianco di un altro “scarto” della Premier: Mkhitaryan. L’armeno in estate si è liberato dell’Arsenal ed è stato un affare da zero euro per la Roma che un anno fa aveva speso 3 milioni per il prestito. Oggi rappresenta il terzo tenore di un attacco tutto formato Premier. Stesso percorso per Szczesny che resterà in prestito per due anni alla Roma formando con Alisson la coppia di portieri più forte del mondo prima di non essere riscattato vista l’esplosione del brasiliano.
DZEKO E SALAH -  Il piatto forte è sicuramente Momo Salah arrivato dopo una lunga trattativa dal Chelsea per 5 milioni di prestito più 15,5 di riscatto.  Un abbaglio enorme di Mourinho che farà prima le fortune della Roma poi (soprattutto) quelle del Liverpool. Oggi il valore dell’egiziano va oltre i 100 milioni e così appaiono pure pochi i 42 più bonus pagati dai Reds dopo due stagioni di altissimo livello in giallorosso. Annate in cui Salah ha fatto coppia con un altro prodotto arrivato dal Regno Unito. E anche qui non c’è bisogno di presentazioni: Edin Dzeko. Il bosniaco destinato a diventare a breve il terzo bomber più prolifico della storia della Roma arrivò in un caldo giorno di agosto, sempre nel 2015 e sempre grazie ai buoni uffici di Franco Baldini. Il Manchester City ne aveva goduto abbastanza e, dopo 5 stagioni e due scudetti, aveva deciso di cambiare in attacco. Così ne approfittò la Roma brava a battere la concorrenza della Juve e a prenderlo per soli 15 milioni oltre a bonus e commissioni che faranno lievitare l’investimento totale nell’esercizio del 2017 a 21 milioni. Comunque poco per uno che ha segnato, solo a Roma, ben 108 gol.  Più ostica, infine, è stata la trattativa per portare Chris Smalling. Il 5 ottobre il difensore inglese, dopo un anno di prestito a 3 milioni, è finalmente potuto tornare nella capitale. Ma alle condizioni della Roma visto che il cartellino è stato pagato 15 milioni se escludiamo i 5 di bonus per la vittoria (ahinoi) improbabile della Champions nei prossimi 4 anni.