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Se serviva tranquillità prima della Juve, ecco la serata ideale con la baldoria per 9 gol ma non per il party scudetto. Il Bayern può pensare soltanto alla Champions e non all’interessato folklore delle celebrazioni per il titolo, tra gioia autentica e piaceri agli sponsor. «Non siamo tristi perché il titolo è stato rinviato», racconta Karl-Heinz Rummenigge con la faccia di uno che si è liberato di una seccatura. «Non ci monteremo la testa dopo questa esagerazione: negli spogliatoi ho visto molta fiducia ma nessuno pensa che sarà più facile contro la Juve. Però siamo pronti e per i bianconeri sarà difficile superarci». Il Bayern, alla quarta vittoria più ampia di sempre in Bundesliga (dopo un 11-1 e due 9-0) e alla decima su 10 nel ritorno, non sta soltanto rivincendo il campionato, avvenimento che sarà ufficiale sabato facendo il pieno con l’Eintracht. Lo sta stritolando, umiliando la concorrenza staccata di 20 lunghezze. L’ultimo sfizio rimasto al Borussia Dortmund è passare la Pasqua da detentori: se avessero pareggiato a Stoccarda, avrebbero servito l’assist ai bavaresi. Invece hanno vinto e questa gara è diventata un allenamento. Troppo allenamento, ma d’altronde non è più l’Amburgo di Atene (soffiò la Coppa Campioni agli juventini). Questo raccoglie il più pesante k.o. della sua storia in campionato.

Prospettiva bianconera Liberato pure lui dall’ansia della festa proibita (nessuna celebrazione in caso di titolo, era stato l’ordine), Heynckes ha potuto annusare la formazione dettata da Conte a San Siro (inizio ore 15) rispondendo al turnover. In panchina Müller, Ribery (entrano a metà ripresa e si divertono pure loro) e Mandzukic, in tribuna Alaba e Gomez. E poi Luiz Gustavo difensore sinistro e Pizarro, il terzo fra le punte, di nuovo titolare. È il migliore (4 gol, 2 assist), poi Shaqiri e Robben (doppietta). Tutte teoriche riserve martedì che ora reclameranno il posto. Per il dettaglio degli splendori, leggere più avanti. Per il mancato titolo a 7 turni dalla fine, sentire il d.s. Sammer: «Nel 1997 la Juve prese lo scudetto prima di affrontare il mio Borussia Dortmund in finale. Era più forte e strafavorita, ma vincemmo noi».

I gol Necessario un minimo di cronaca per capire come colpisce il Bayern. Sinistro di Shaqiri all’angolo: 1-0. Cross di Shaqiri, testa di Schweinsteiger: 2-0. Angolo di Robben, spizzata di Martinez, tocco di Pizarro: 3-0. Robben-Pizarro (di tacco)-Robben, sinistro all’angolo: 4-0. Palo di Shaqiri, tap-in di Pizarro: 5-0. Discesa di Robben, deviazione di tacco di Pizarro: 6-0. Pizarro ruba palla, pallonetto di Robben: 7-0. Ribery per Müller, altro invito radente, Pizarro infila: 8-0. Assolo di Ribery: 9-1. Tranne il primo gol, tutte conclusioni dentro l’area. E mentre i compagni esultavano, ogni volta Neuer si faceva tirare un pallone da un raccattapalle per avere un contatto. Però nei primi due corner dell’Amburgo (sull’8-0 e 9-1) come spesso accade ha pigliato gol. Ecco il punto debole, anche se Rummenigge dice: «È successo ora, non succederà martedì».