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Full di inadeguati.
Dunque Matteo Renzi dice, tessendoci sopra una crisi di governo, che Giuseppe Conte è inadeguato al ruolo e al compito di capo di un governo utile. Lo dice solo Renzi in quella che è (era?) la maggioranza parlamentare. Molti altri lo pensano e lo sperimentano da mesi. Ma non lo dicono, per prudenza, responsabilità, panico.
Dunque, lo dicono quasi tutti, Renzi è inadeguato a dire. Anche dicesse l'ovvio e l'evidente, è inadeguato a dirlo. Politicamente Renzi ha più che sbagliato, sbagliano tutti, politicamente Renzi ha fallito. Quindi è inadeguato a dire.
Dunque, lo diciamo in tanti, il governo è inadeguato. Non nel senso, nel significato che alla parola inadeguato dà una pubblica opinione che applica ad ogni governo la ferocia viziosa che non si sopporta neanche nei bambini che pretendono tutto e subito e gratis. La pubblica opinione che esige niente meno che i governi facciano sparire ogni guaio e fastidio e fatica restando però mille miglia lontano dalle scatole è dunque una pubblica opinione inadeguata.
Dunque, lo si sente ogni giorno, il racconto, la comunicazione, la comprensione sono inadeguati. Raccontano sempre intrighi, intrecci, piramidi e cunicoli di parole. Raccontano la spuma. E pensano la spuma sia la sostanza della politica. Nessuna o quasi nessuna comunicazione sulla natura dello scontro e sulla necessità della scelta. Pubblica Amministrazione in cui cambiano le carriere, i ruoli, le procedure o 16 mila assunzioni e poi si vede? Formazione professionale obbligata e garantita per chi è senza lavoro o più Reddito di Cittadinanza? Idrogeno verde o blu? No, l'acme della comunicazione è che fa Mastella.
Dunque, lo dicono i numeri, inadeguato è il Parlamento. Parlamento eletto dagli italiani e non dai marziani o dai tedeschi. Inadeguato a trovare dentro se stesso, fatto com'è a immagine somiglianza dell'elettorato, un'altra maggioranza e un altro capo di governo adeguato.
Dunque è full di inadeguati, questo è il punto che ha in mano l'Italia. Full, pieno. Un pieno di scartine, un full di scartine. Pandemia e post pandemia hanno però in mano carte da full di regine e di re, se non d'assi. O addirittura carte da poker. Giocando con loro con un full di scartine si perde non la mano, il singolo piatto. Si perde tutta la posta.  Questo passa il convento di cui, chi minore, chi novizio,  chi decano, chi priore, chi abate...siam tutti frati.
Post scriptum. La Stampa pubblica un sondaggio. Una minoranza vuole le elezioni, un'altra minoranza vuole cambiare governo ma non Conte, un'altra minoranza vuole cambiare Conte ma non governo...Una maggioranza neanche tra la gente la trovi. Poi chiedono nel sondaggio l'emozione che provi alle cronache della crisi politica.
Sconcerto, preoccupazione, ansia, speranza...Circa l'otto per cento degli intervistati barra la casella noia, la maggior emozione che prova è noia. Non riesco a non schierarmi con loro.