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Non lo so se l’investimento di qualche migliaio di Euro sarà un affare. Penso di sì. Ma non l’ho fatto per questo. L’avevo programmato qualche giorno fa e il bonifico è partito da poco. Le migliaia di magliette saranno pronte domani. Costo 3 Euro, il ricavato in beneficienza, ad eccetto d’una cassa di Metodo Classico per festeggiare. 

Semplicissime: una scritta nera su fondo bianco: SIAMO TUTTI DOPATI. E’ dedicata agli angloamericani. A quelli che impersonano (chissà perché ancora oggi?) l’essenza dello spirito sportivo, il “Vinca il migliore”, lo spirito olimpico dell’ “importante è partecipare” (anche se questo l’aveva detto un barone francese), i gentleman che hanno inventato il football, il cricket, la leale competizione prima di tutto, l’abbraccio del secondo a chi arriva primo… 


a loro, che nell’ ordine hanno simbolicamente sputato sulla medaglia del Campionato di calcio europeo togliendosela platealmente dal petto, ai loro tifosi che hanno fischiato l’inno nazionale di chi ha vinto e che hanno disertato la premiazione. Ai giornalisti britannici che hanno scritto: “Non è giusto!”, “Ripetiamo la finale” solo per beccare qualche lettore in più. La maglietta poi è dedicata all’opinione pubblica angloamericana che si meraviglia per la vittoria di Jacobs e scrive: “Qualcosa non torna!”, “Cosa c’è sotto?” adombrando abominevoli doping. E’ dedicata a Bolt che tira fuori: “Vittoria ridicola ottenuta con scarpe non regolamentari”.
E’ dedicata, infine, agli inglesi tutti che si sono visti passare avanti l’Italia nella staffetta 4x100 e quasi non ci credevano. Ai loro commenti qualsiasi essi siano, perché non se ne poteva più di questi campioni (pubblico, giornalisti e anche istituzioni sportive) che incarnano al meglio lo spirito sportivo solo quando vincono.

Ah! Essenziale! La maglietta in Inghilterra è in vendita, ma gli Scozzesi  e i Gallesi la regalano, con la scritta: WE ARE ALL  DOPED e le tre foto piccole della Nazionale azzura di calcio, di Jacobs e dei quattro della staffetta.