Più giù di così, non si poteva andare. Più in basso di così, c'è solo da scavare”. Così, Daniele Silvestri, romanista doc, con “Salirò”. Come direbbe un dj radiofonico anni ottanta “il suo hit da top ten” più famoso. Daniele è romanista e, come tutti i romanisti, oggi è lì a chiedersi perchè. Per quale motivo la Roma stia scavando. Tre punti in sei partite, la settima sconfitta stagionale, una squadra squinternata, fragile, sperduta più dei bimbi di Peter Pan.

Ora però, un viaggetto nella macchina del tempo giusto per capire.

Gennaio 2013. Zdenek Zeman: “Capita purtroppo che qualche giocatore non abbia dei comportamenti consoni: io dal primo giorno ho detto che dove non c'è disciplina non può esserci la squadra”. Zeman finirà nel tritacarne e in quella stagione arriverà l'umiliazione più bruciante per i romanisti, la finale di Coppa Italia persa con Andreazzoli in panchina. Colpa di chi? Solo del boemo?

Gennaio 2016. Rudi Garcia, agli sgoccioli della sue esperienza romanista, tenta la sterzata fissando due allenamenti al giorno dalla ripresa post Capodanno, salvo annullare la seduta pomeridiana del 2 gennaio poche ore dopo aver piantato i nuovi paletti. Apriti cielo: polemiche a non finire, tifosi arrabbiati e la solita sensazione di un club allo sbando. Garcia è solo e debole, colpa di chi?

Gennaio 2018. Alla domanda su infortuni e vacanze, prima della gara con la Samp di ieri, Di Francesco risponde: “In questo percorso qualcosa non ha funzionato, ma sono considerazioni che vanno fatte. Magari non c’è stata l’attenzione di tutti, parlo in generale anche da parte dei ragazzi in determinate situazioni”. Eppoi su Dzeko: “Se parte qualcuno o vanno portati a casa i soldi o si investono... C’è qualcosa che non torna... Sono andato incontro a qualcosa che non mi sarei aspettato.... Le risposte adeguate non devo darle io... E’ venuto il direttore (Monchi) e tornerà a parlare di questo nel momento in cui si dovesse fare qualcosa. Ora Dzeko è a disposizione e lo utilizzerò fin quando sarà qui, e mi auguro rimanga tutta la stagione... Ci sono cose chiare che mi sono state dette, o accetti o torni a casa...”. Di Francesco è solo e ci mette la faccia anche su cose non di sua competenza. Colpa di chi?

Ora mi chiedo come si possa lavorare serenamente e trasmettere serenità alla squadra con lo stato d'animo con il quale scende in campo Di Francesco. Le frasi sono eloquenti, le situazioni che si ripetono anche. Sì, è vero, il tecnico ha fatto cambi tragici con la Samp e forse l'ha persa per questo, ieri, ma si vede come la squadra sia al pari di un arancio spremuto dal punto di vista psicologico. Chi non lo sarebbe in mezzo al caos?

Non c'è bisogno di scavare troppo a fondo per capire. Anche perchè, come dice Daniele Silvestri, per andare più giù di così, c'è solo da scavare. Luis Enrique che scappa perchè rischia l'esaurimento, Zeman, Garcia, Spalletti che fugge perchè aveva capito che gli avrebbero smantellato la squadra e ora Di Francesco. E, poi, si diceva che fosse Sabatini il male della Roma. Senza Sabatini la Roma è quinta e in caduta libera.

Il caos Dzeko è l'ennesimo segnale di dilettantismo gestionale e di comunicazione. Pensate un po': settimane di casino e c'è il rischio che il capocannoniere dello scorso anno resti qui. Un capolavoro.

Ieri, i tifosi hanno contestato Pallotta con i dollari falsi sui quali era stampata la sua faccia. Vero, colpa sua. Anche e soprattutto perchè è lui a scegliere gli uomini che hanno portato la Roma, ancora una volta, a scavare per andare più in basso di così.