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Anche quando non c'è, Roberto Mancini si sente. Eccome. E riesce sempre e comunque a far parlare di sé. In attesa che il commissario tecnico guarisca dal Covid e torni a disposizione a tutti gli effetti, il grande lavoro di squadra con Gianluca Vialli, Alberico Evani e Attilio Lombardo ha portato altrettanti successi nelle due uscite con Estonia e Polonia e messo nel mirino il terzo grande obiettivo alla guida della Nazionale. Dopo la qualificazione con numeri da record all'Europeo e la conquista dello status di testa di serie nel sorteggio per le qualificazioni al Mondiale del 2022, l'accesso alla Final Four di Nations League è a portata di mano.

OBIETTIVO MONDIALE - Risultati che sono figli di un lavoro partito da lontano, costruito sulla consapevolezza che, al di là del difficile momento storico per il nostro movimento, non si potesse che ripartire dai giovani e dal talento per ricostruire un'identità di gioco che la Nazionale aveva smarrito da tempo. Identità che fa rima con mentalità e che hanno consentito a Mancini di costruirsi una credibilità all'interno del gruppo e della Federazione, con la quale il rapporto non è stato minato nemmeno dalle piccole frizioni createsi col presidente Gravina nelle passate settimane. Le indiscrezioni sul ritorno di Lippi nelle vesti di direttore tecnico, la diversità di opinioni sull'argomento coronavirus non hanno intaccato la convinzione reciproca che il punto d'arrivo del progetto inaugurato nel maggio 2018 non possa che essere la partecipazione al prossimo Mondiale, quello che dovrà segnare il nostro ritorno sul più grande palcoscenico dopo il clamoroso fallimento della gestione Ventura.
LA MISSIONE - Del resto, lo stesso Mancini, il cui contratto si è automaticamente rinnovato fino al 2022 dopo la qualificazione agli Europei, si è recentemente espresso in questa direzione: "Mondiali? Nel mio orizzonte ci sono anche loro". L'eccezionalità della situazione che si è venuta a creare a causa della pandemia, con Europeo e Coppa del Mondo distanziati di un solo anno non faciliterebbero un eventuale ribaltone e il tecnico jesino, dopo aver seminato così tanto e bene fino ad oggi, ci terrebbe particolarmente a portare a compimento la sua missione, quella di riportare l'Italia ad essere competitiva ai massimi livelli. 

COME LOW? - Gravina ha addirittura voluto guardare più in avanti parlando di rinnovo del contratto ("Attendo una risposta da lui") e ipotizzando per Mancini un futuro alla Low, dal 2006 alla guida della Germania: proseguire il percorso di rilancio della squadra azzurra, mantenendo un ruolo di supervisione sulle nazionali giovanili. Una proposta intrigante e innovativa, che potrebbe riscrivere anche la carriera di Mancini, che in un passato nemmeno troppo lontano è stato al centro di diversi rumors di mercato che lo volevano nell'orbita di Juventus e Paris Saint-Germain. Oggi nella sua testa c'è solo l'azzurro e la volontà di chiudere un cerchio dopo aver ottenuto il più grande e sottovalutato degli obiettivi, averci restituito la credibilità.