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Jorge Mendes nel ciclismo non lo vogliamo. La notizia che il fondatore di Gestifute è approdato nel mondo del pedale ha provocato la reazione animosa di Marc Madiot, ex campione di disciplina e attualmente direttore sportivo del team Groupama-FDJ. Dal suo punto di vista questo passaggio porterà il ciclismo allo snaturamento, al punto da farlo somigliare un po' troppo al calcio. Ciò che non significa un'ideologica posizione anti-calcio, ma piuttosto la segnalazione di un'incompatibilità di modelli nella gestione degli atleti e delle loro carriere.

Francese, classe 1959, Madiot ha lasciato una traccia profonda nel ciclismo. Ha vinto due volte la Parigi-Roubaix, ha aggiunto numerosi altri successi al curriculum personale e nel 2008 è stato insignito della Legion d'Onore dal presidente Nicolas Sarkozy. Si tratta dunque di un personaggio molto stimato e ascoltato dall'opinione pubblica francese. Per questo ciò che ha detto a proposito dell'approdo di Mendes nel ciclismo ha avuto una vasta eco. Ma esattamente quali sono i termini che portano il fondatore di Gestifute a tentare questa nuova avventura?

CORSO E POLARISIl meccanismo è quello dell'accordo fra Polaris Sport e Corso Sport Marketing. Polaris è la società di Jorge Mendes specializzata nella gestione e commercializzazione dei diritti d'immagine degli atleti. Quanto a Corso, si tratta di un'agenzia della gestione di carriere di ciclisti fondata da un ex ciclista portoghese, João Correia. Un personaggio dalla storia originale. Nativo di Cernace do Bomjardim, paesino di 3 mila abitanti nel Portogallo centrale, Correia inizia la carriera da ciclista ma l'abbandona quasi subito, all'età di 21 anni, per andare a studiare negli Usa. Qui si laurea presso la Fordham University e avvia una carriera nel mondo della comunicazione e del marketing. Prova anche un tardivo rientro nel ciclismo ma poi nel 2010 fonda Corso Sport, società che prende il nome dai due fondatori (oltre a Correia, il tedesco Ken Sommer) e prova a costruirsi un'aura di innovazione nel mondo del ciclismo. L'agenzia di Correia e Sommer cresce nel corso degli anni e porta nei propri ranghi diversi ciclisti di rilievo, fra i quali due portoghesi: João Almeida, l'atleta della Deucenink-Quick Step che è stato la rivelazione dell'ultimo Giro d'Italia, e Ruben Guerreiro della EF Education-Nippo.

Proprio sui due portoghesi è andata l'attenzione di Jorge Mendes, che ne curerà gli interessi tramite Polaris Sport. E dunque da parte dell'universo Gestifute dovrebbe trattarsi di una gestione dei diritti d'immagine, mentre la gestione della carriera degli atleti rimarrebbe appannaggio di Corso Sport. Ma tra la forma e la sostanza passa uno scarto che può essere colmato in molti modi. E rispetto al modo in cui esso verrà colmato potremo renderci conto soltanto con l'andare del tempo, dopo che avremo registrato le prossime mosse di Mendes nel ciclismo. La sola cosa certa è che il boss di Gestifute allarga il raggio d'azione oltre il calcio, come del resto aveva già fatto entrando nel mondo del tennis (istituzione del torneo Estoril Open e gestione della carriera di João Sousa, n. 1 ATP per il Potogallo), dell'atletica (la triplista Patrícia Mamona) e della canoa (la recente acquisizione di Fernando Pimenta). Espande il proprio impero sugli altri segmenti dello sport portoghese. Ma quali conseguenze per il ciclismo?
IL RISCHIO DEL CICLOMERCATO – Quando durante un'emissione radiofonica di RMC Sport è sbottato contro Mendes, Madiot ha spiegato i motivi che lo portano a ritenere pericoloso per l'ingresso del superagente portoghese nel mondo del ciclismo. Il rischio sarebbe quello di vedere portare nel ciclismo quelli che sono modi di operare propri del calcio. A partire dal portafoglio di atleti che “vengono spostati da una stagione all'altra solo per far pagare commissioni agli agenti”. Ma soprattutto, la prospettiva che si crei un “ciclomercato”, qualcosa che il mondo del ciclismo non conosce. Su questo aspetto Madiot è stato netto, quando ha affermato che nel ciclismo le società e gli atleti firmano contratti di durata breve (in media biennali), che vengono rispettati fino in fondo. Invece nel calcio vengono firmati contratti lunghi perché c'è la prospettiva di rivendere gli atleti anziché sfruttarne le prestazioni fino al termine del periodo di accordo.

In questo senso Madiot ha ragione nel sostenere che, nell'immediato, entrare nel ciclismo non è di nessuna convenienza per Jorge Mendes, specie se si guarda alla differenza di guadagni per gli agenti che esiste fra calcio e ciclismo. E dunque, aggiunge il direttore sportivo di Groupama-FDI, gli obiettivi sono altri. Di più ampio raggio, e a rischio di stravolgere il mondo del ciclismo.

@pippoevai