Quella del 2018-19 sarà un’Inter molto diversa rispetto a quella dell'anno scorso, nella forma e nel concetto. Un’Inter migliorata dal mercato e dalla consapevolezza, perché ripartire da una Champions guadagnata e da meccanismi collaudati è un vantaggio concreto, assimilato in dodici mesi che hanno portato la squadra e il proprio allenatore a ragionare come blocco unico. Chi è rimasto all’Inter sa cosa vuole Spalletti e a sua volta il tecnico toscano ha imparato a conoscere pregi e difetti di un gruppo che Piero Ausilio ha reso più competitivo. Il direttore sportivo ha colmato lacune insidiose, ha portato abbondanza là dove c’era carestia e innescato quel sano processo di competitività assente la scorsa stagione, quando a metà campionato uno scarico Perisic, meritevole di panchina, ha continuato a giocare per l’assenza di un sostituto all’altezza. 

INTER CAMALEONTICA - La presenza in Champions imponeva un cambio di rotta e così ai nastri di partenza si presenta un’Inter rinvigorita nell’aspetto, rimpinzata da acquisti che la rendono addirittura eclettica, camaleontica. Basti pensare alle caratteristiche di molti uomini presenti in rosa e alla loro capacità di interpretare diversi ruoli: Perisic, ad esempio, è un’ala che può anche arretrare il proprio raggio d’azione, il croato può agire da centrocampista esterno, ma anche da seconda punta e da mezzala, come accaduto l’anno scorso. E cosa dire di Asamoah, terzino sinistro, centrocampista esterno e mediano davanti alla difesa. Poi c’è Lautaro Martinez, seconda punta e trequartista, ma in caso d’emergenza anche vice Icardi. Naingollan, invece, nelle idee di Spalletti parte trequartista, ma può abbassarsi a centrocampo, da mezzala o da mediano, così come Politano può giocare sia da seconda punta che da esterno destro o sinistro, con capacità di tagliare il campo e arrivare al tiro. Per non dimenticare Skriniar, difensore centrale di enorme affidabilità, ma che in nazionale agisce anche da centrocampista. E l’ultimo arrivato, Keita Baldé, ala sinistra, falso nueve, seconda punta o ala desta. Insomma, l’Inter è un’accademia della polivalenza e spetterà a Luciano Spalletti trovare la formula migliore per combinare gli elementi a propria disposizione.
INTER MULTI MODULO - Uno studio che passerà anche attraverso la sperimentazione di vari sistemi di gioco: in cantiere c’è la difesa a tre per sfruttare contemporaneamente Miranda, de Vrij e Skriniar, tre difensori di caratura internazionale. Ma anche il doppio trequartista, perché Nainggolan è pur sempre Nainggolan, ma il Lautaro Martinez visto in questo precampionato reclama spazio e Spalletti potrebbe vedersi costretto a inventarsi nuove soluzioni per accontentare sia il belga che l’argentino. Insomma, i problemi di rosa dello scorso anno sono ormai un ricordo superato, Spalletti adesso avrà il grattacapo opposto, quello dell’abbondanza, ma è sicuramente un pensiero molto più piacevole.