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Elliott potrebbe controllare fino al 75% del prezzo di vendita a RedBird. Secondo l’Equipe il fondo dei Singer avrebbe infatti 5 membri su 9 nel Cda, potrebbe prestare a Cardinale tra i 200 e i 550 milioni (tasso del 7-8%) e garantirebbe copertura per perdite fino a 100 milioni

IL 75% DEL PREZZO DI VENDITA E IL LEGAME COL LILLE - L'Equipe, in concomitanza con il passaggio della società rossonera da Elliott a RedBird, ha provato a delineare la struttura e la riorganizzazione societaria: alla fine Elliott potrebbe rimanere molto presente nel Milan, con un controllo potenziale del 75% del prezzo di vendita a RedBird, per 1,228 miliardi di euro.  Resta nell'ambito anche il legame con il Lille, su cui l’Uefa indaga per rilevare eventuali legami con Elliott: se fosse confermata la "proprietà comune" i due club non potrebbero disputare le stesse competizioni europee.
 
LE QUOTE DI ELLIOTT E IL PRESTITO A REDBIRD - Elliott vorrebbe comunque mantenersi nel capitale del Milan con una quota tra il 30 e il 49%, prestando inoltre denaro a RedBird che non avrebbe liquidità a sufficienza per realizzare l’operazione. Si parla di una cifra tra i 200 e i 550 milioni di euro a un tasso di interesse tra il 7 e 8%, con il Tolosa come garanzia da parte di RedBird e l'eventuale copertura di perdite fino a 100 milioni di euro, al 3%, per un periodo di tre anni
LA SCELTA DI 5 MEMBRI DEL CDA - Elliott ancora fortemente protagonista: il fondo resterebbe infatti nel consiglio di amministrazione del Milan, scegliendo il presidente, il direttore generale del club e due o tre amministratori: fino a cinque nomine su nove membri. Il montaggio finanziario prevede secondo l’Equipe la creazione di una società cooperativa in Olanda, la FootballCo; oppure l’utilizzazione di Zelus Analytics, che ha sede in Delaware, come Elliott.