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Lavori in corso, tra difficoltà e ostacoli. Paul Pogba rimane l'obiettivo numero della Juventus per il centrocampo e come grande regalo della prossima estate, lo era prima del Coronavirus e lo è tutt'ora pur a fronte di complicazioni economiche oggettive. L'operazione si potrà condurre con scambi importanti e soltanto se il Manchester United aprisse alla cessione, tutti passaggi che formalmente devono ancora andare in porto. Si procede a fuoco lento quindi, ma con un nuovo segnale che la dirigenza bianconera ha mandato a Pogba e al suo agente Mino Raiola, sempre coinvolto in prima linea nelle trattative per il francese.

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SCENARIO CAMBIATO - In attesa di capire i passaggi che realmente consentirà il Manchester United in sede di trattativa perché versare 100 milioni cash oggi non è pensabile, la Juve ha fatto capire chiaramente che un ritorno di Pogba sarà possibile esclusivamente con un ritocco all'ingaggio. Ovvero, i suoi 14 milioni di euro all'anno netti più ricchissimi bonus sono impareggiabili di questi tempi con la crisi post-Covid. Ecco perché bisognerà ripensare il contratto, legarlo a formule di inventiva e bonus particolari, di certo garantire quella cifra a Pogba oggi arrivando fino a 20 milioni con premi e bonus diventa complesso. Il segnale lo ha mandato Paratici stesso una settimana fa parlando dello stipendio del centrocampista come nodo chiave di questo mercato, un esempio più che calzante per mandare un messaggio: servirà un ingaggio più basso per aprire le porte della Juve a Pogba, solo Ronaldo può essere l'eccezione. I segnali tra Paul e il club rimangono buonissimi, l'apertura è totale, ma il ritorno passa anche da qui: sarà il tema dei prossimi aggiornamenti con Raiola, la Juve se lo United aprisse si farebbe trovare pronta.