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Scegliere i 10 gol più belli di Maradona. Impossibile. Però ci proviamo, consapevoli di un paio di cose. La prima: ognuno di noi ha la propria personale classifica. E non si può discutere, quando è dettata dall’amore per il calcio. La seconda: ogni gol di Maradona è un messaggio dentro una bottiglia che porta con sé la meraviglia di questo gioco, il suo segreto più intimo, una piccola preziosissima verità di quello che è stato il più grande calciatore di tutti i tempi.


10) Maradona che segna di testa, ebbene sì, andando a colpire il pallone praticamente rasoterra, stendendosi in tuffo sull'erba, su cross di Renica. In un Napoli-Sampdoria del 1986-87. La cosa straordinaria è che va a raccogliere il pallone mentre il portiere sta uscendo, rischiando grosso di sbattere la testa sulla scarpa dell'avversario.


9) A San Siro, contro l'Inter, 10 novembre 1985. La perfezione sta tutta nel modo in cui si prepara al tiro, stonando con il petto un pallone arrivatogli dalla destra (cross di Giordano), già nella traiettoria del tiro, che è felicissimo, di sinistro ovviamente, preciso senza essere potente, ma definitivo: Zenga in uscita, nulla può.


8) Il gol dell’Urlo. Argentina-Grecia, Mondiali americani del 1994. Una serie fittissima di passaggi al limite dell'area, poi il suo tiro, all'incrocio dei pali. Un urlo, una liberazione. Poi sul più bello arrivò una hostess, lo prese per mano e lo accompagnò alla sala dell’antidoping. Finì tutto in quel momento là.


7) Gol da standing ovation al Bernabeu, 26 marzo 1983. Parte in contropiede, da posizione centrale, salta il portiere Buyo, si allarga verso destra, ma di destro non può (non vuole) calciare, quindi rientra con un passo di danza, eludendo l'intervento del difensore avversario e poi - zag - un tocco a dieci centimetri dalla porta, gol.


6) Ma cos'è stato quel pallonetto da centrocampo contro il Verona? Un colpo da biliardo, col pallone che va a sbattere sul palo coperto (in teoria) dal portiere e poi entra, nello stupore generale del San Paolo. Estasi totale, un arcobaleno che attraversa il cielo di Napoli: è il 20 ottobre del 1985. A febbraio, sempre quell’anno aveva segnato - alla cieca - alla Lazio, sempre con una parabola miracolosa.

5) Contro il Milan, dopo aver scartato Galli, raccogliendo un lancio di Giordano, controlla il pallone, rimane in piedi - ed è un miracolo - non cade, salta Galli, perde l'equilibrio ma no, non cade e il pallone che prima ha addomesticato gli rimane incollato al piede, il tempo necessario per calciarlo in porta. Da brividi: 26 aprile 1987, Napoli-Milan 2-1.


4) C’è una celebre foto, un fermo immagine. Maradona ha davanti l'intera difesa del Belgio. Sono in cinque a braccarlo. Diego parte, ne scarta un paio, ne sbilancia altri due, entra in area e batte Pfaff. Era una sfida. Lui contro tutti. L’ha vinta anche stavolta: Argentina-Belgio del 1986, la semifinale. Lo segna tre giorni dopo il gol del secolo. A settembre di quell'anno si ripete, a Brescia.


3) Superclasico, Boca-River del 10 aprile 1981 alla Bombonera. Andate a rivedere cosa combina. Cross dalla destra, Diego stoppa il pallone in mezzo all'area, il portiere gli si para davanti e lui si inventa un movimento d'anca che solo ai supereroi. Vale come un gol. Però poi il gol lo fa, beffando un difensore del River che si è piazzato sulla linea di porta.


2) Punizione a due dentro l’area. Maradona fa a Pecci: toccamela. Risposta di Pecci: Diego, da lì non ce la fai. C'era la barriera, in sei erano, c'era Tacconi a presidiare il primo palo, c'era che era da folli pensare di far gol da là. Gol impossibile, contro la Juventus, 3 novembre 1985. Uno sberleffo alle leggi della fisica, un colpo di genio assoluto.


1) Quel gol, sì. Il gol del secolo. Un sogno, il sogno di qualsiasi bambino che comincia a giocare a calcio. Prendere il pallone, scartare tutti, pure il portiere, e poi fare gol. Si fece perdonare dopo la celebre «Mano de Dios». Argentina-Inghilterra, quarti di finale del Mondiale 1986: qui si fa la leggenda. Lo vinse da solo, quel Mondiale.