Dopo la tanto attesa decisione del CONI, che ha lasciato inalterato lo status quo relativo alle partecipanti dei campionati di Serie B e Serie C, sembrava che la bufera che ha colpito il nostro calcio in estate potesse essere lasciata definitivamente alle spalle. Per parlare solo di campo, però, la strada sembra ancora lunga, perché dopo la cerimonia dei sorteggi, in cui sono stati comunicati il calendario e i tre Gironi, è tornata ad infuriare la polemica, con la Serie C che è sempre più teatro di scontri tra le squadre e le istituzioni. E in questo senso, la prima ad alzare la voce è stata la Viterbese, che mediante un comunicato sul proprio sito ufficiale ha minacciato di lasciare la Serie C nel caso in cui non venisse aggiustato il tiro relativo allo smistamento dei laziali nel Girone C. Una presa di posizione netta, che rischia di minare alla base il già zoppicante campionato di Serie C versione 2018-2019.

IL CASO - La polemica del club di Camilli nasce dall’insolito smistamento della Viterbese nel Girone C, tradizionalmente quello riservato alle squadre del Sud. A preoccupare particolarmente i piani alti del club laziale ci sarebbe proprio la mole esagerata di km che la squadra si troverebbe ad affrontare durante il corso del campionato per coprire tutte le trasferte richieste dal calendario. 1240 km di media, stando a quanto riportato nel comunicato, che potrebbero avere un effetto nocivo sulla stagione del club; 1240 km di media che hanno portato il presidente a prendere una decisione netta: o cambiano le cose, o la Viterbese lascia. Un aut aut che lascia poco spazio alle interpretazioni e che emerge in modo chiarissimo dal comunicato pubblicato dalla società: “La società è costretta a sobbarcarsi trasferte di 1240 chilometri di media, con tutte le conseguenze a livello economico e logistico. Contestiamo in toto la composizione dei gironi e chiediamo che vengano rimodulati evitando penalizzazioni economico-logistiche alla nostra società. In caso contrario, comunichiamo fin da ora la nostra ferma e irrevocabile intenzione a non partecipare al campionato di Lega Pro, liberando immediatamente atleti e staff nel numero di 43 elementi”. Parole nettissime e decise, che sono destinate a sollevare un ulteriore polverone mediatico in quella che è stata l’estate del battaglie. Fuori dal campo, però, si chiaro...

MIRINO SU LOTITO -
Non solo Viterbese, perché nelle ultime ore anche l’ex sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, ha fomentato il fuoco incrociato sulla Serie C; oggetto delle controverse dichiarazioni è stato il rapporto tra Claudio Lotito e il presidente della Casertana, Giuseppe D’Agostino. Non solo, perché Del Gaudio non si è risparmiato allusioni sul fatto che ci sia lo zampino del numero uno della Lazio sui sorteggi di Serie C e sul mondo del club campano a 360º. Immediata la replica di D’Agostino che ha ribadito l’indipendenza della società, oltre ad attaccare Del Gaudio sulla questioni calendari. E le polemiche non sembrano destinate a spegnersi, anche e soprattutto per le tante incertezze che aleggiano su questi sorteggi, figli di un’estate animata da allusioni e caos istituzionale degni dell’ormai lontano 2006. Oggi palcoscenico di questa ridicola messinscena è la Serie C, e a farne le spese sono come sempre i tifosi, che da oltre due mesi sono infelici spettatori dell’ennesima commedia all’italiana giocata negli uffici del cuore del nostro calcio.